Andranno a processo quattordici delle ventitré persone indagate nell’ambito dell’inchiesta chiamata in codice “L’isola che non c’è” che nell’estate scorsa ha avrebbe fatto luce su un presunto Stato Teocratico Antartico di San Giorgio. Agli indagati si contestano a vario titolo i reati di associazione per delinquere, concorso esterno in associazione per delinquere, truffa, fabbricazione e possesso di documenti falsi validi per l'espatrio, riciclaggio, tentata estorsione, esercizio abusivo di una professione, favoreggiamento e falso. In quattro hanno chiesto di essere giudicati col rito abbreviato; tre, invece, hanno fatto richiesta di patteggiamento. Stralciate invece, per vizi procedurali, le posizione di altri due.

Il processo inizierà dunque il prossimo 28 marzo, mentre per il 27 aprile successivo è stata fissata la discussione dei quattro abbreviati. Sui patteggiamenti si esprimerà invece il Gup. Secondo gli inquirenti gli indagati avrebbero fatto parte di una vera e propria associazione a delinquere che nascosta dietro il fantomatico “Stato” avrebbe promesso sgravi fiscali e titoli nobiliari.

L’inchiesta prese il via nell'aprile del 2021 quando la Polizia di Catanzaro rinvenne delle ingenti quantità di marijuana in un appartamento di località Corvo e che all'esterno esponeva una targa che lo “investiva” del ruolo di sede diplomatica del presunto Stato Antartico. Accertamenti successivi hanno portato alla scoperta di una rete estesa in varie province, con nuclei attivi principalmente a Catanzaro, ad Alcamo ed a Teramo, che secondo l’accusa sarebbe stata finalizzata al raggiro ed alla truffa e che avrebbe coinvolto all’incirca 700 persone.

Le persone coinvolte

Nel procedimento sono coinvolti Silvio Deni, classe ’57, di Cosenza; Fabrizio Barberio, classe ’72, di Catanzaro; Damiano Bonventre, classe ’51, di Alcamo; Domenico Bruno detto Mimmo, classe ’54, di Tiriolo; Manuel Casara, classe ’76, di Vicenza; Luigi Tommaso Ciambrone, classe ’63, di Catanzaro; Lorella Cofone, classe ’63, di Cosenza; Enrico Gambini, classe ’66, di Teramo; Liliya Koshuba, classe ’56, nata in Uzbekistan e residente ad Alcamo; Federico Lombardi, classe ’67, di Teramo; Luigi Achille Martinucci, classe ’70, di Milano; Roberto Petrella, classe ’47, di Teramo; Nicola Pistoia, classe ’58, di Catanzaro; Roberto Santi, classe ’58, di Roma; Carmina Talarico, classe ’62, di Catanzaro. Stralciate le posizioni di Philip Chircop, classe ’52, di Malta e Anna Maria Mazzaglia, classe ’53, di Messina.
Discuteranno l’abbreviato il prossimo 27 aprile Emanuele Frasca, classe ’66, di Squillace; Cristian Lacalandra, classe ’81, di Lucca; Claudio Martino, classe ’63, di Roma; Rocco Viva, classe ’55, di Lecce. Avevano già chiesto di patteggiare, l’ex generale della Guardia di Finanza Mario Farnesi, la moglie dell’ex alto graduato Paola Dalle Luche, 51 anni di Viareggio, e l’avvocato del foro di Foggia Benedetto Graziano. Nel corso dell’udienza di oggi si sono aggiunti i patteggiamenti di Manuel Casara, classe ’76, di Vicenza; Aldo Piattelli, classe ’64, di Roma; Giuliano Sartoron, classe ’72, di Padova.