Associazione Mnemosyne, presentati "I percorsi della memoria"
Pubblicati gli atti dei seminari e ripercorse le recenti vicende, con tanto di verve polemica, che hanno interessato alcune scelte della ex soprintendente
Il progetto culturale dal titolo “I Percorsi della Memoria” è nato nel 2014 dalla collaborazione dell’Associazione Mnemosyne di Vibo Valentia con il Sistema Bibliotecario Vibonese, e si configura come un ciclo di seminari finalizzati principalmente alla divulgazione scientifica e culturale, a carattere archeologico, storico artistico e architettonico. Vista la buona riuscita di questa esperienza già nel 2014, l’Associazione non solo ha deciso di pubblicare gli atti dei seminari svolti, ma anche di ripetere l’esperienza annualmente. I relatori infatti sono sempre giovani professionisti, archeologi o architetti che espongono i risultati delle loro tesi di laurea, di dottorato o di scuola di specializzazione. Il 20 aprile scorso si ha avuto l’inaugurazione della terza edizione dei seminari e la presentazione del primo volume del progetto editoriale che lo segue, venuto alle stampe qualche mese fa.
Gli interventi. Per l'occasione il Dott. Gilberto Floriani, Direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese, ha evidenziato l'importanza di sostenere associazioni come questa, costituita da giovani professionisti che svolgono scrupolosamente il proprio lavoro. Il Direttore ha, inoltre, fatto una profonda riflessione sulle vicende che stanno interessando Vibo Valentia in questi ultimi giorni. Si è rivangata la polemica iniziata qualche mese fa con la dott.ssa Iannelli, ex-funzionario di zona, che riguarda lo spostamento, a quanto pare non totalmente autorizzato dalla Soprintendenza, di reperti ceramici dal vibonese al costituendo Museo della Ceramica di Soriano, e che ancora non si è placata spostandosi sugli scavi al Cofino e alle Mura. “Io ritengo- dice infatti Floriani- che spesso la stampa non racconti benissimo queste vicende”. In più ci si mettono anche tutte quelle persone che utilizzano social-network e Facebook, (e ne ricorda l’opinione di Umberto Eco) che con immagini e foto alimentano solo confusione e mala informazione, e soprattutto polemiche.
Le polemiche. Floriani ha anche manifestato stupore nei confronti dei toni eccessivamente accessi della polemica divampata in merito al cantiere di via Paolo Orsi, invitando al dialogo, all’informazione seria e a chiedere agli Enti preposti le spiegazioni necessarie, ma con molta serenità. Si può chiedere conto del perché i materiali sono stati trasferiti a Soriano, e Soriano risponderà con delle valide ragioni, si può chiedere degli scavi di via Orsi, dove ovviamente si rispetta quello che c’è sotto. “Però azioni che in passato sono state compiute tranquillamente senza alcuna discussione, improvvisamente diventano tragedia nazionale. Si mette in mezzo Capo Colonna, ma alla fine nessuno sa veramente cosa è successo a Crotone. Quindi cerchiamo di essere partecipi come opinione pubblica della tutela di questo patrimonio”.
Il progetto editoriale. A seguito di Floriani è intervenuto anche il Dott. Mario Vallone, giornalista ed editore, della Thoth Capo Vaticano, la piccola ma proficua casa editrice che ha stampato "I Percorsi della Memoria" 2014 che ha espresso gioia per il progetto editoriale che sta portando avanti con i ragazzi della Mnemosyne soffermandosi su quanto sia difficile fare informazione in questi ambienti. Vallone ha comunque dato la sua piena disponibilità e collaborazione per intervenire sulle “emergenze culturali” del nostro territorio, a partire dal piccolo centro di Drapia, dove il suo attivismo culturale è iniziato, per poi spostarsi all’intero vibonese e all’intera regione. L'evento è stato moderato dalla Dott.ssa Annagioia Gaglianò, la quale ha portato i saluti del Dott. Fabrizio Sudano, Funzionario Archeologo Padrino della Sessione Primaverile de “ I Percorsi della Memoria 2016” . La Dott.ssa Gaglianò ha spiegato che il Funzionario statale si è dovuto recare a Roma per motivi istituzionali. Infatti, forse non tutti sanno che la Soprintendenza Archeologia della Calabria, in mancanza di un dirigente archeologo, è stata avocata dal Direttore Generale Archeologia dott. Gino Famiglietti il quale ha nominato proprio il Dott. Sudano suo delegato in Calabria. Il dott. Sudano non mancherà, però, giorno 14 maggio in occasione del secondo seminario della Sessione primaverile.
Archeologia proto-storica. La dott.ssa che ha intrattenuto il pubblico è Sara Marino, archeologa calabrese, specializzata in archeologia pre e proto-storica, attualmente dottoranda presso l’Università di Roma, dove sta portando avanti il progetto di cui ha parlato a Santa Chiara. La Dott.ssa Marino, con un linguaggio comprensibile anche ai non addetti ai lavori, ha portato il pubblico a scoprire gli insediamenti presenti nel Basso Tirreno durante l'Età del Bronzo.
