Autovelox e multe illegittime, le 5 sentenze chiave a difesa degli automobilisti
Autovelox e multe. In attesa del decreto governativo che dovrà stabilire regole certe ed evitare così le trappole per gli automobilisti - ricordiamo il record tutto italiano di oltre 8mila impianti - ecco le sentenze chiave che hanno portato in tutta Italia all'annullamento di contravvenzioni per eccesso di velocità. Dall'obbligo di taratura annuale all'onere della prova a carico dell'ente accertatore. Come difendersi quando la sanzione è illegittima.
1. Obbligo di taratura e verifiche annuali
Lo prevede la sentenza della Corte Costituzionale numero 113 del 18 giugno 2015. Testo base, di riferimento per moltissimi ricorsi ai giudici di pace. Perché le multe siano valide, tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento dei limiti di velocità devono essere obbligatoriamente sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e taratura.
2. Il verbale senza foto non vale
Le multe elevate con l’autovelox a funzionamento automatico possono essere annullate in caso di ricorso se chi ha elevato la sanzione non produce in giudizio la foto utilizzata per provare la stessa infrazione al codice della strada. Lo ha stabilito la sentenza 2430 del 2021 firmata da un giudice di pace di Cassino. Che rimanda all’ente accertatore l’onere della prova. Ad esempio rilievi fotografici che consentano di leggere chiaramente la targa del veicolo o di risalire al modello di auto.
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