Rombiolo, torna a splendere la pala d’altare del XVI secolo: presentato il restauro nella chiesa di Sant’Antonio
Un’opera lignea di grande valore restituita alla comunità. Autorità civili, religiose e istituzionali hanno partecipato all’evento promosso dai Frati Cappuccini e dalla Parrocchia di San Michele
Una serata all’insegna della cultura, della fede e della valorizzazione del patrimonio storico ha segnato la presentazione ufficiale del restauro della pala d’altare del XVI secolo custodita nella chiesa-convento di Sant’Antonio a Rombiolo. L’iniziativa, organizzata dai Frati Cappuccini di Calabria e dalla Comunità parrocchiale di San Michele, ha richiamato numerosi fedeli, cittadini e rappresentanti delle istituzioni.

L’opera, realizzata in legno e appartenente alla tradizione artistica rinascimentale, è tornata al suo antico splendore grazie a un meticoloso intervento di restauro e conservazione che ne ha recuperato dettagli, decorazioni e valore simbolico. Un lavoro che ha consentito di preservare un bene identitario per l’intera comunità rombiolese e per il patrimonio religioso della Calabria.
L’evento è stato anche l’occasione per ripercorrere la storia del convento di Sant’Antonio, le cui origini risalgono al 1587, quando iniziò la presenza dei Frati Minori Cappuccini sotto il titolo della Madonna della Consolazione, successivamente mutato in Santa Maria degli Angeli. Nel corso dei secoli il complesso ha rappresentato un importante centro di formazione religiosa, ospitando seminario, noviziato e studentato fino al 1971.

A portare il proprio saluto sono stati il parroco di Rombiolo, don Pasquale Sposaro, e il responsabile del convento, padre Amedeo Gareri. Tra gli interventi istituzionali quelli del sindacoa di Rombiolo, Caterina Contartese, del prefetto di Vibo Valentia, Anna Aurora Colosimo, del sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, Wanda Ferro, del vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Attilio Nostro, e del direttore centrale del Fondo Edifici di Culto (FEC), Alessandro Tortorella. Presentie anche il restauratore Antonio Famà, che ha illustrato le diverse fasi dell’intervento, e il colonnello Antonio Parillo, comandante provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia.
Durante la manifestazione è stata proposta una ricostruzione storica dell’opera, accompagnata dal racconto delle attività di recupero e dalla presentazione dei particolari artistici riportati alla luce. I partecipanti hanno poi potuto ammirare da vicino la pala restaurata, apprezzandone la qualità esecutiva e il significato spirituale.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di tutela e valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici, confermando come il restauro non rappresenti soltanto un intervento tecnico, ma anche un gesto di memoria collettiva. Come ricordato nel corso dell’incontro, «ogni restauro è un dialogo tra passato e futuro», un messaggio che ben sintetizza il valore dell’opera restituita alla comunità di Rombiolo.
