Il prete vuole anticipare la nascita di Gesù, ma i cittadini si ribellano al "parto" anticipato
Proteste in un centro del Reggino: il sacerdote vorrebbe celebrare la funzione alle nove di sera per recarsi alla mezzanotte in un paese vicino, ma il popolo è pronto ad insorgere.
C'è un Natale in ogni paese. C'è un rito in ogni contrada. E ci sono sacerdoti che fanno di tutto per inventare ogni anno un Natale nuovo. Sacro e profano rischiano di incontrarsi, intrecciarsi e scontrarsi a Pazzano, nel Reggino. Il parroco del paese ha scelto di non celebrare la funzione religiosa alla mezzanotte come da consuetudine. Per quell'ora don Enzo Chiodo sarà nella vicina Bivongi. A Pazzano, invece, la venuta alla luce del Cristo potrebbe essere anticipata alle nove di sera. Non potrebbe fare altrimenti il ministro della fede, mancando almeno a lui, non certo al bambinello, il dono dell'ubiquità.
Apriti cielo. Cittadini e comitati sono pronti a fare barricate contro questa forma di "discriminazione". Vi sarebbe, infatti, un "parto" di serie A , nella chiesa di Bivongi ed uno di serie B, anticipato in quella di Pazzano. Ipotesi che i fedeli non sembrano voler prendere neppure in considerazione. E dopo aver risposto picche al sacerdote "traditore" si preparano a sollevare una piccola sommossa.
E' pronto, allora, il "rito alternativo". Questa volta non in un'aula giudiziaria ma in una piazza pubblica: questa notte i cittadini, spinti dal comitato "Pro tradizioni Pazzano", diserteranno la chiesa e alla mezzanotte in punto si ritroveranno in piazza, dinanzi alla capanna. Ma come verrà gestita la nascita del bambinello? In assenza del prete, sarà uno degli anziani del paese a deporre Gesù nella mangiatoia allestita nei pressi del Municipio (t.f.)
