Una richiesta formale di revoca è stata inoltrata al Segretario comunale e ai Commissari straordinari del Comune di Stefanaconi in merito alla deliberazione n. 38 del 27 agosto 2025, con la quale è stata disposta la ridenominazione della Villa comunale Elena Bellantoni in “Giardino della legalità – Magistrato Rosario Livatino”.

A firmare l’istanza è Raffaele Arcella, che contesta la legittimità del provvedimento. Nel documento si sottolinea come la sostituzione di una denominazione già radicata nella memoria storica della comunità rappresenti un atto delicato e da adottare solo in casi eccezionali, adeguatamente motivati.

Arcella richiama diverse sentenze e riferimenti normativi, tra cui la legge 1188 del 23 giugno 1927, che regola l’intitolazione di strade e luoghi pubblici, evidenziando che un cambio di denominazione necessita del parere preventivo del Prefetto, del Ministero della Cultura, della Soprintendenza e del Ministero dell’Interno.

Inoltre, viene richiamato il principio stabilito da Consiglio di Stato e Tar, secondo cui un commissario straordinario, pur dotato di poteri speciali, non può assumere decisioni di natura politica ma deve limitarsi alla gestione ordinaria dell’ente, garantendo il corretto funzionamento amministrativo.

Alla luce di tali motivazioni, Arcella ritiene l’atto deliberativo “illegittimo” e ne chiede l’immediata revoca, ribadendo che non sussistono i presupposti giuridici né le autorizzazioni previste dalla normativa vigente.

Sulla questione, interviene anche il Portale Franza di Stefanaconi. "Per quasi vent'anni, il nome "Villa Elena" ha risuonato familiare nel centro storico di Stefanaconi, identificando l'unico giardino pubblico della nostra comunità. Questo spazio verde è stato battezzato in memoria dell'insegnante Elena Bellantoni, la cui famiglia, tramite il marito avvocato Paolo Rubino, vendette l'originario giardino di famiglia ad un prezzo agevolato chiedendo in cambio che si ricordasse la loro Cara. E' stata l'amministrazione di Maria Luisa Carullo a volere che questo luogo diventasse pubblico, e lo acquistò ricevendone perpetuo riconoscimento pubblico. Per i più anziani e per me che da decenni mi dedico al recupero della storia e della memoria di Stefanaconi, questo luogo era precedentemente conosciuto come il "giardino dei Natoli", richiamando alla memoria una facoltosa famiglia stefanaconese estintasi nel paese nei primi anni del '900. Persino la poetessa Beatrice Natoli Poledrini, nata a Stefanaconi nel 1908 e scomparsa a Roma nel 1985, dedicò componimenti poetici e un racconto a questo suo "giardino dei Natoli". Tuttavia, nel corso degli anni recenti, Villa Elena è rimasto l'unico nome riconosciuto e utilizzato per indicare questo caro spazio. Recentemente, però, una decisione ha scosso la comunità: l'amministrazione comunale di Stefanaconi ha deliberato di cambiare il nome di Villa Elena in "Giardino della Legalità: Magistrato Rosario Livatino". La decisione è stata presa da tre commissari e dal segretario comunale, nessuno dei quali residente o originario di Stefanaconi. Non vi è dubbio sull'importanza e l'ineccepibile valore del riconoscimento al magistrato Rosario Livatino, una figura esemplare della legalità. Tuttavia, la modalità e la scelta di cancellare un nome così radicato nella memoria locale ha generato profondo disagio e un senso di ingiustizia. Il "torto alla memoria della maestra Elena Bellantoni", una concittadina, viene percepito come una palese "mancanza di amore per Stefanaconi" e per la sua storia. Questa decisione non è solo un affronto alla memoria della nostra compaesana, ma tocca la memoria collettiva di ciascun cittadino di Stefanaconi. Si auspica vivamente che i Commissari e il Prefetto possano rivedere questa scelta e Risanare una palese ingiustizia che mina il legame profondo tra la comunità e i suoi luoghi simbolo".