Non più solo il sospetto di un accordo corruttivo, ma un vero e proprio sistema di rendicontazione "nero" che mette a nudo gli ingranaggi del potere provinciale. L’operazione “Teorema”, che ha scosso le fondamenta delle istituzioni crotonesi, segna un punto di svolta con il ritrovamento di una contabilità parallela. Durante le perquisizioni negli uffici della Sinergyplus, i finanzieri hanno infatti sequestrato un manoscritto composto da diversi fogli, rinvenuto direttamente sulla scrivania di Fabio Manica, ex vicepresidente della Provincia e figura centrale dell'indagine.

Il documento, ora al vaglio degli inquirenti, riporta nomi di battesimo, sigle societarie e, accanto ad essi, cifre e percentuali che la Procura di Crotone associa direttamente alla spartizione delle mazzette. Tra i fogli compaiono riferimenti espliciti a “Rosaria”, “Giacomo”, “Luca” e la dicitura “Sinergy”. Secondo il procuratore Domenico Guarascio e la sostituta Rosaria Multari, questi nomi corrisponderebbero ai coindagati Giacomo Combariati (indicato come il presunto collettore delle somme), Rosaria Luchetta e Luca Bisceglia, professionisti destinatari di affidamenti diretti da parte dell’Ente provinciale.

Il manoscritto rappresenterebbe la prova regina di quello che l’accusa definisce un “metodo” codificato: una gestione fiduciaria e illecita della cosa pubblica, dove gli incarichi venivano assegnati in cambio di ritorni economici prestabiliti e meticolosamente annotati.

Il peso degli indizi ha già prodotto i primi effetti politici: Fabio Manica, esponente di spicco di Forza Italia, ha rassegnato le proprie dimissioni sia dalla carica di consigliere comunale che da quella provinciale. Un passo indietro che però non ferma l'iter giudiziario. La Procura ha infatti insistito sulla necessità di misure cautelari — tra cui il carcere per l'ex vicepresidente — ravvisando un concreto pericolo di inquinamento probatorio proprio alla luce della documentazione ritrovata.

Tutta l’attenzione è ora rivolta al prossimo 7 aprile, giorno in cui la GIP Assunta Palumbo scioglierà la riserva sulla convalida dei fermi e sulle misure restrittive per i cinque principali indagati. In città cresce l’attesa per capire se il "Teorema" della Procura reggerà al primo vaglio del giudice, aprendo scenari ancora più vasti sulla gestione dei lavori pubblici nel territorio.