'Ndrangheta nel Vibonese, giudizio immediato per il nipote del boss (NOMI-DETTAGLI)
Il Gup del Tribunale di Milano, Daniela Cardamone, per come riporta "il Quotidiano del Sud", ha disposto il giudizio immediato per otto indagati coinvolti nell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia milanese, culminata il 25 febbraio scorso con l’arresto di dodici persone tra Lombardia, Calabria e Sicilia.
Gli imputati, secondo l’accusa, sarebbero membri o fiancheggiatori di quattro distinti gruppi criminali attivi nel narcotraffico internazionale, nel riciclaggio e in una vasta gamma di reati connessi, tra cui porto abusivo di armi (anche da guerra), usura, ricettazione, favoreggiamento personale, falsificazione di atti pubblici, intestazione fittizia di beni, autoriciclaggio e utilizzo di fatture false.
L’udienza è stata fissata per l’11 giugno 2025. A comparire davanti al giudice saranno: Antonio Callipari, 31 anni, di Locri Massimiliano Crocco, 48 anni, di Cosenza Francesco Orazio Desiderato, 51 anni, di Vibo Valentia Alessandro Martone, 45 anni, di Milano Franco Santimone, 49 anni, di Milano Pietro Valente, 37 anni, di Carate Brianza Saverio Lo Mastro, 61 anni, di San Gregorio d’Ippona Claudio Agostino Romeo, 53 anni, di Milano
Le indagini, condotte tra il 2021 e il 2023 dalla Squadra Mobile di Lecco e Como, e dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Milano, hanno portato alla luce un traffico mensile stimato in una tonnellata di droga, destinata alle principali piazze di spaccio italiane.
Una delle figure centrali dell’inchiesta è Francesco Orazio Desiderato, considerato dagli inquirenti il promotore di una delle cellule più attive. Desiderato è nipote del boss Antonio Mancuso (classe 1938) e cugino di Luigi Aquilano, genero del capoclan, recentemente condannato in appello a Milano a 6 anni e 8 mesi nel processo "Medoro".
Anche Desiderato era imputato nello stesso processo, inizialmente condannato a 2 anni e 8 mesi e poi assolto in appello. Secondo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Claudio Agostino Romeo, Desiderato sarebbe stato capace di movimentare “ingenti quantità di droga”, vantando anche un credito usuraio di 40mila euro proprio nei confronti dello stesso Romeo.
L’uomo, sempre secondo l’accusa, reinvestiva i proventi del narcotraffico in attività economiche attraverso società fittizie tra Milano, Monza e Brianza e Vibo Valentia.
A difendere gli imputati è un collegio legale composto dagli avvocati: Francesco Capria, Giuseppe Iemma, Davide Barillà, Paola Verga, Beatrice Saldarini, Patrizio Nicolò, Claudia Michela, Marco Bianucci, Chiara Zanotti e Adriana Fiormonti.
