Confronto a più voci all'auditorium della Scuola di Polizia di Vibo Valentia per un'iniziativa organizzata dall'Asi, associazione sociologi italiani

Un colpo d’occhio straordinario e dal forte valore simbolico. L’auditorium della Scuola di Polizia di Vibo Valentia, gremito in ogni posto e oltre, mostrava uno spettacolare alternarsi di giovani dalla diverse sfaccettature: uno a fianco all’altro gli studenti degli istituti superiori presenti all’incontro ed i ragazzi immigrati giunti con gli innumerevoli sbarchi che sono ormai tanti anche nel porto di Vibo Marina. E poi, gli adulti… Questa immagine, più di ogni altra considerazione, rappresenta in maniera chiara il successo dell’iniziativa realizzata dall’ASI, associazione sociologi italiani, alla quale al quale hanno aderito le confederazioni sindacali regionali di CGIL -CISL –UIL.

asi-immigrazione-2Un confronto a più voci su un tema delicato e di forte attualità come quello dell’immigrazione; un dibattito aperto, in cui i diretti interessati hanno svolto la parte di attori protagonisti e non di meri ascoltatori, altro aspetto di grande valenza che ha caratterizzato in positivo l’incontro di Vibo Valentia, perché è stata data voce  agli immigrati provenienti da tutta la Calabria  che mai prima d’ora  avevano avuto la possibilità di farsi ascoltare nel tentativo di  avviare un dialogo con i residenti. Importante, poi, che all’incontro – aperto e moderato dal presidente nazionale Antonio Latella – abbiano preso parte sindacati, associazioni di volontariato, istituzioni, gli stessi ospiti stranieri. Il senso della giornata lo ha sintetizzato con una frase il presidente Latella, che ha citato Papa Francesco: “Gli immigrati non sono un peso ma una risorsa”.

asi-immigrazione-1Ad introdurre i lavori, la relazione di Maurizio Bonanno, sociologo, giornalista e dirigente nazionale Asi, che ha fornito alcuni numeri significativi del fenomeno: “L’Italia è tra i Paesi che più accolgono – ha affermato - Le ricadute positive, anche in campo lavorativo, sono evidenti, se si pensa che ad esempio nel settore edile il 54% del personale è straniero, mentre tra le colf il 50% sono donne straniere”. Quindi, ha denunciato: “L’80% degli immigrati giunti in condizioni drammatiche sui barconi, sono ospitati in centri di accoglienza straordinaria, dove in molti casi non sono previste misure per la tanto decantata integrazione”. Per concludere con un invito: “Programmare, non lasciarsi sopraffare dinanzi ad un fenomeno di enorme portata ed impossibile da fermare, per trasformare nuove incombenti povertà in potenzialità”.

asi-immigrazione-3Successivamente, gli interventi dei rappresentanti delle tre organizzazioni sindacali.
Per la CGIL, Raffaele Mammoliti ha rivendicato le tante battaglie che il sindacato “ha condotto per l’affermazione dei diritti degli immigrati”, come ad esempio quella per prolungare la scadenza a due anni per il permesso di soggiorno in attesa di occupazione. Sergio Pititto, per la Cisl, ha rimarcato l’esigenza di “accorciare i tempi della burocrazia e dell’accoglienza. È assurdo – ha detto – che la gente che sbarca nei nostri porti debba attendere anche 20 giorni in un palazzetto dello sport”.
Santo Biondo, segretario generale della Uil, ha parlato dell’esigenza di un “osservatorio sull’immigrazione, sul modello dell’Emilia Romagna, in modo tale da istituzionalizzare un metodo ed una problematica per meglio risolverla, senza improvvisazione”.

asi-immigrazione-4A portare la testimonianza della condizione di immigrato in territorio italiano, quotidianamente a contatto con tutte le problematiche del caso, è stato un docente, Ibrahim Diop, senegalese, il quale ha portato il caso del matrimonio “misto”, con le difficoltà di una coppia per le reazioni degli altri, le tensioni che si creano per l’affrontarsi di due culture differenti anche nella scelta del nome da dare ad un figlio. All’origine del “vero problema” ha puntato invece Davide Franceschiello, sociologo dell’Asi: “Il punto non è l’immigrazione in sé, ma è la miseria che ha spinto milioni di persone a lasciare i loro Paesi, e quindi dovremmo domandarci cosa ha fatto l’Occidente per risollevare le sorti di intere popolazioni”.
Marco Talarico, della Monteleone Protezione civile, parlando davanti agli studenti delle scuole vibonesi, ha proposto che i nostri ragazzi assistano alle operazioni di sbarco, per vedere da vicino la sofferenza dei migranti e magari guardarli, dopo questa presa di coscienza, con occhio più benevolo. È stata poi la volta di Giovanni Manoccio, delegato della Regione Calabria all’Immigrazione: “Sul tema si fa molta “geopolitica della paura” – ha denunciato - ma la realtà è differente. In Calabria, ad esempio, c’è una bassa presenza rispetto al resto d’Italia. Nessuna invasione. Ciò che noi oggi stiamo facendo è portare a Bruxelles gli esempi positivi che abbiamo, come Riace, Caulonia, Acquaformosa, ed illustrare all’Europa i nostri progetti che vorremmo trasformare in un sistema virtuoso dell’accoglienza e dell’integrazione. Su questo stiamo lavorando e serve la partecipazione di tutti”.
A concludere una giornata proficua, ricca di proposte e che ha dato voce a tutti, gli interventi di Franco Caccia, presidente della deputazione Calabria dell’Asi, e Shyama Bokkory, dell’associazione Alone, su integrazione e interazione, alla quale sono seguite altre testimonianza di immigrati, e mons. Giuseppe Fiorillo.