L'appello degli attivisti di "LasciateCIEntare" al Prefetto e ai sindaci. Sul caso interviene anche il Garante per l'Infanzia: "Chiederò mappatura delle strutture"

Prima le interdittive antimafia e adesso le gravi accuse rivolte dagli attivisti di "LasciateCIEntrare". I centri di accoglienza per migranti del Vibonese sono nuovamente nella bufera. Nel mirino ci sono alcune strutture che ospitano i minori stranieri non accompagnati dove sarebbero emerse gravi carenze: "mancanza di acqua calda e di riscaldamenti, nonostante le temperature rigide di alcuni periodi dell’anno; ritardi o mancate erogazioni del pocket-money; abusi e soprusi da parte di operatori; vestiti inadeguati per il periodo (alcuni portano addosso ancora i vestiti che indossavano al momento dello sbarco); cibo di scarsa qualità; mancata nomina del tutore". E' quanto si denuncia nella Campagna "LasciateCIEntrare.

L'appello. Non una denuncia anonima, ma circoscritta con tanto di nomi. Così nella bufera finiscono i centri di Brognaturo, Mongiana, Joppolo, Filadelfia e Bivona. "Chiediamo con forza - dichiarano gli attivitsti - ai sindaci dei comuni interessati, al presidente della Regione Calabria, al Prefetto, al Garante per i Diritti dei Minori, di voler predisporre ogni opportuna azione al fine di garantire ai minori presenti nei suddetti centri l’effettivo esercizio dei diritti di cui sono titolari ed evitare l’adozione di provvedimenti che possono essere gravemente lesivi di tali diritti, consapevoli tutti che disinteresse e indifferenza non sono crimini meno deplorevoli della violenza che già ha sconvolto le loro fragili vite".

Si attiva il Garante. La segnalazione degli attivisti è stata ricevuta, tra gli altri, dal Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale. "A fronte di tale denuncia – dichiara il Garante- ho immediatamente intrapreso un percorso di verifica affidando al coordinatore della mia Consulta sui MSNA, Maurizio Alfano, il compito di affiancarmi in questa azione e, al tempo stesso, ho attivato un confronto con la Prefettura di Vibo Valentia considerato che le denunce non sono di poco conto, soprattutto laddove si parla di abusi e soprusi da parte di operatori. E' mia intenzione inoltre chiedere ai prefetti delle cinque provincie calabresi una mappatura esatta dei centri dislocati su tutto il territorio e del numero degli ospitati".