Tra il 2019 e il 2024 l’Italia ha visto crescere del 7% le presenze turistiche, secondo l’indagine del Centro Studi del Touring Club Italiano “Il turismo nelle province italiane: un’analisi di domanda e offerta”. Un risultato positivo che nasconde però profonde differenze tra i territori.

A trainare la crescita nazionale sono soprattutto le province del Centro Italia: Rieti guida la classifica con un incremento del 48%, seguita da Pescara (+39%), Roma e Trieste (entrambe +37%). Buone performance anche per Frosinone, che con un +17% si colloca al 21° posto in Italia.

Non mancano, tuttavia, i territori in difficoltà: Latina perde il 12% delle presenze, Firenze cede il 17%, mentre Benevento (-26%), Crotone (-27%) e Reggio Calabria (-35%) chiudono la classifica nazionale.

Vibo Valentia, capitale della “vacanza lunga”


Nel quadro generale, emerge un dato sorprendente che riguarda Vibo Valentia: con una permanenza media di 5,5 notti per turista, la provincia calabrese si colloca ai vertici nazionali, al pari di Crotone e subito dietro Teramo, che guida con 5,6 notti.

Un dato che, pur non accompagnato da un grande volume complessivo di presenze, racconta un territorio dove chi arriva tende a fermarsi più a lungo, attratto dal mare, dai borghi e da un turismo lento e disteso. In un’Italia dove la permanenza media è di 3,3 notti, la performance vibonese appare significativa: più del doppio rispetto a province come Varese (1,7 notti) o Enna e Prato (1,9).

Turismo straniero e offerta ricettiva


A livello nazionale, il peso del turismo internazionale è cresciuto: nel 2024 gli stranieri rappresentano il 54% delle presenze complessive, contro il 51% del 2019. Il fenomeno è però molto disomogeneo: province come Como (83%), Verbano-Cusio-Ossola (81%) e Firenze (79%) dipendono fortemente dal turismo estero, mentre realtà come Campobasso (92%), Crotone (91%) e Cosenza (90%) vivono quasi esclusivamente di turismo interno.

Il Touring Club ha inoltre analizzato la capacità ricettiva: tra il 2019 e il 2024 i posti letto in Italia sono cresciuti del 6%, ma con punte del 55% a Rieti e 48% a Viterbo. In controtendenza, Messina ha perso il 19% della disponibilità.

Un Sud che cerca continuità


Il caso di Vibo Valentia mostra come, anche in un contesto di difficoltà strutturale del turismo meridionale, esistano nicchie capaci di esprimere valore aggiunto. L’elevata permanenza media, infatti, indica un turismo più stabile, meno “mordi e fuggi”, che potrebbe rappresentare un punto di partenza per costruire un’offerta più sostenibile e identitaria.

Nel complesso, i dati del Touring Club confermano che l’Italia resta una meta fortemente attrattiva, ma evidenziano un Paese a due velocità: da un lato le aree in forte espansione del Centro-Nord, dall’altro un Sud che deve ancora trovare la chiave per trasformare le proprie potenzialità in numeri duraturi.