OLISTICA-MENTE | Dietro un "grazie", un mondo di benefici per la salute
La capacità di provare “gratitudine” dovrebbe essere una variabile importante in ogni persona, portatrice del benessere psicofisico di ciascuno
Respirare, vedere, camminare e ascoltare sono gesti meccanici per i quali non si pensa mai di essere grati, tanto meno uno ci riflette e ringrazia per la propria fortuna. Invece, sono doni scontati, che molto spesso trovano un senso quando qualcosa nella vita non va come dovrebbe andare e allora si inizia a soppesarne il valore. Le cose che sembrano banali come ad esempio un tramonto, un cielo dipinto da nuvole, un fiore dai colori meravigliosi, un sorriso su un volto, la melodia di una canzone fanno parte di una trama sottile che ci lega a tutti, ognuno senza eccezione, appartiene a questa rete di sostegno reciproco, in cui ciascuno beneficia nella misura esatta in cui contribuisce a renderlo più ricco e armonioso.
La gratitudine come strumento per migliorare la vita. La capacità di provare “gratitudine” dovrebbe essere una variabile importante in ogni persona, portatrice del benessere psicofisico di ciascuno. Aristotele diceva: “La gratitudine è un sentimento che invecchia troppo presto”. Studi pisicologici e scientifici dimostrano che questo sentimento è capace di migliorare le condizioni psicofisiche della persona. Il sentimento della “gratitudine” è tornato negli ultimi anni ad essere oggetto di interesse della ricerca psicologica.
Le ricerche. Queste ricerche hanno prodotto prove e conferme di quanto la gratitudine sia fonte di benessere ed elemento importante di un buon funzionamento psicofisico. Sulla base di questi risultati un Campus di ricerca della California diretto da R. Emmons, studia e sviluppa quotidianamente la capacità di gratitudine nei bambini nella vita reale. La gratitudine agisce sul nostro organismo come il pensiero positivo in generale. Il National Institutes of Health indica la gratitudine importante per la salute perché produce cambiamenti del flusso sanguigno all’interno del cervello e maggiori livelli di attività nell’ipotalamo e flussi più elevati di dopamina. Dalle ricerche di Emmons e McCullough inoltre emerge che la capacità di gratitudine aumenta il livello di vitalità, incrementa le emozioni positive potenziando l’umore, creando in questo modo una barriera per non far sì che lo stress e la depressione trovino luogo fertile per mettere radici. Si è riscontrato inoltre che le persone maggiormente in contatto con il sentimento della gratitudine, risultano meno colpite da sintomatologie fisiche.
Gratificazione. Non si deve confondere la gratitudine con la “gratificazione”, che è la soddisfazione di un bisogno, né con il comportamento formale ed educato: tutti conosciamo il “grazie” quotidianamente usato, ma l’atteggiamento formale non sempre coincide con la capacità reale di provare sentimenti di gratitudine. La gratitudine è invece un sentimento specifico, per alcuni aspetti simile all’amore, che contiene un’emozione piacevole di leggerezza interiore e di “riconoscenza”. Emmons infine sostiene che non è un valore che ci viene insegnato tra i banchi di scuola, o perlomeno non ha livello profondo del termine. Non si può insegnare, ma farne capire il vero valore. Cosa occorre? Metterlo in partica quotidianamente per alimentarlo e farlo crescere, semplicemente essendo grati di se stessi e della bellezza che ci circonda.
