Una riflessione sull’opportunità di destinare i fondi del Patto territoriale, circa 6,5 milioni di euro, per aiuti sotto forma di garanzie su prestiti alle imprese, "con un ritorno alla vocazione iniziale dei Patti territoriali di sostegno al sistema produttivo, oggi in grave crisi di liquidità". Così in una lettera - inviata, tra gli altri, al presidente della Regione Jole Santelli, al presidente della provincia di Vibo Salvatore Solano e ai sindaci dei vari Comuni del territorio - Pasquale Barbuto, presidente di "Vibo Sviluppo", in qualità di soggetto responsabile del Patto territoriale di Vibo Valentia, nonché come Agenzia di sviluppo locale. "Una stima approssimativa - spiega Barbuto - soggetta ad ulteriori e più approfondite analisi, porterebbe a quantificare in circa 80/100 imprese potenzialmente beneficiarie di un aiuto consistente sotto forma di sovvenzioni dirette quali anticipi rimborsabili, garanzie o prestiti".

Opportunità straordinaria per Vibo. "È piuttosto evidente - continua il presidente di "Vibo Sviluppo" - che si tratta di un’opportunità straordinaria ed unica per l’intero territorio provinciale, resa possibile dalla favorevole Sentenza del Tar Calabria n.1522/2019, grazie alla quale i finanziamenti sono rimasti fortunatamente sul territorio, opportunità che merita di essere attentamente valutata con la volontà di superare le varie criticità per la sua effettiva realizzazione. In più, le possibili garanzie e l’abbattimento degli interessi su prestiti a lungo termine, da destinare alle imprese sane del territorio, risulterebbero un reale contrasto alla criminalità organizzata nella pratica dell’usura, vero pericolo della nostra debole economia, resa ancora più dilagante dalla crisi attuale, riattivando il 'Protocollo Sicurezza' sottoscritto nel Patto territoriale dall’Ufficio Territoriale del Governo di Vibo Valentia".

Altri 8 milioni di euro. "C’è da aggiungere - prosegue - che questa dotazione finanziaria può essere implementata degli ulteriori 8,3 milioni di euro di fondi residui del Patto territoriale da destinare allo sviluppo del tessuto imprenditoriale territoriale laddove si prevede che 'i criteri per la ripartizione e il trasferimento delle predette risorse (fondi residui dei Patti territoriali) verranno stabiliti anche valorizzando modelli gestionali efficienti e pregresse esperienze positive dei soggetti che hanno dimostrato capacità operativa di carattere continuativo nell'ambito della gestione dei Patti territoriali' requisito che la Vibo Sviluppo possiede essendo tra i pochi, se non l’unico, Soggetto responsabile ad aver attivato sul territorio tre Patti territoriali e tre rimodulazioni, con investimenti pubblici e privati per complessivi 120 milioni di euro e finanziando circa 100 progetti., che porterebbe le risorse disponibili ad un totale di circa 15 milioni di euro".

Intercettare nuovi finanziamenti. L’idea sarà discussa a breve in una riunione del Partenariato Economico e Sociale e presentata alla Regione Calabria: "La riunione di Partenariato sarà l’occasione per discutere anche dell’utilità di attivare le funzioni di Agenzia di sviluppo locale, l’unica del territorio, secondo le previsioni della legge regionale 42/2013, con la società che potrebbe operare quale soggetto tecnico per intercettare nuovi finanziamenti a valere sui programmi europei, nazionali e regionali a favore del sistema produttivo locale ed a supporto degli Enti locali che hanno carenze di personale qualificato nelle attività di assistenza nelle fasi di progettazione, monitoraggio e rendicontazione dei progetti pubblici".

Rimandare la realizzazione di cinque opere pubbliche. "Le cinque opere pubbliche - riqualificazione dell’area esterna al Valentianum (2,120 milioni di euro), creazione di un mercatino rionale in località Moderata Durant (3,2 milioni di euro), ristrutturazione del tetto e dei locali a piano terra di Palazzo de Riso Gagliardi (1,100 milioni di euro), riqualificazione dell’area della Torretta di Briatico (198 mila euro) - verso cui si è inteso destinare detto finanziamento e per i quali, comunque, non è ancora stato formalizzato l’impegno di spesa con l’emissione dei Decreti di finanziamento, potrebbero non rappresentare una priorità e quindi - conclude Barbuto - si può differire la loro realizzazione, da effettuarsi con altri fondi che si libereranno oppure a seguito della rimodulazione del Por".