Muore a 40 anni per un aneurisma non diagnosticato: l'ospedale l'ha dimesso due volte (NOME)
Accordo da 1,5 milioni di euro tra Azienda sanitaria, assicurazione e i familiari del 40enne morto nel 2022 dopo due accessi al pronto soccorso senza una diagnosi corretta. Resta aperto il processo penale
Si chiude con un risarcimento milionario il procedimento civile legato alla morte di Andrea Naliato, autotrasportatore quarantenne di Arre, in provincia di Padova, deceduto nel novembre 2022 a causa di una grave emorragia cerebrale provocata da un aneurisma non individuato durante due accessi consecutivi al pronto soccorso dell’ospedale di Schiavonia.
L’intesa è stata raggiunta davanti al giudice del Tribunale di Padova Roberto Beghini e prevede il pagamento di un indennizzo pari a un milione e mezzo di euro da parte dell’Azienda sanitaria e della compagnia assicurativa. La somma sarà destinata alla compagna dell’uomo, alle due figlie minorenni e ai genitori.
La vicenda risale alla fine di ottobre del 2022. Andrea Naliato si era rivolto inizialmente alla guardia medica di Conselve per una forte cefalea accompagnata da pressione alta. Due giorni dopo, non ottenendo benefici dalle cure prescritte, si era recato al pronto soccorso di Schiavonia accompagnato dal padre. Nonostante i sintomi persistenti e particolarmente intensi, gli era stato assegnato un codice bianco.
Durante il ricovero erano stati eseguiti una Tac cerebrale senza mezzo di contrasto e successivamente un’angio-Tac, entrambe considerate negative dai sanitari. Dopo circa dodici ore di permanenza in ospedale, il quarantenne era stato dimesso senza una diagnosi precisa e senza una terapia efficace per contrastare il peggioramento della sintomatologia.
Il 31 ottobre Naliato era tornato nuovamente al pronto soccorso, lamentando dolori sempre più forti e l’inefficacia dei farmaci. Anche in quell’occasione, dopo alcune ore di osservazione, era stato rimandato a casa con l’indicazione di sottoporsi a una visita cardiologica programmata nei giorni successivi.
Quell’appuntamento, però, Andrea Naliato non riuscirà mai a raggiungerlo. Due giorni dopo la seconda dimissione si è improvvisamente accasciato nella propria abitazione davanti alla compagna e alle figlie. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Padova, i medici ne hanno dichiarato la morte cerebrale il 4 novembre.
La famiglia ha successivamente presentato un esposto chiedendo di fare piena luce sull’accaduto. L’autopsia disposta dalla Procura avrebbe evidenziato come l’aneurisma, localizzato nell’arteria comunicante anteriore destra, fosse già visibile negli esami diagnostici effettuati durante il primo accesso in ospedale.
Secondo la perizia medico-legale, il decesso sarebbe stato evitabile con una diagnosi tempestiva e un trattamento adeguato. Gli esperti hanno parlato di gravi profili di negligenza e imperizia da parte dei sanitari coinvolti.
Sul piano penale il procedimento è ancora aperto. Dopo le prime iscrizioni nel registro degli indagati, la Procura ha contestato il reato di omicidio colposo a due medici: il radiologo Luigi Davì e il medico del pronto soccorso Virginio Brazzale. Il processo è attualmente in corso.
