Armi nell'azienda agricola, scarcerata la sorella dei Mancuso. Il gip non convalida l'arresto
Per il giudice del Tribunale di Vibo non è stato raggiunto lo status di "gravità indiziaria normativamente richiesto per l'adozione di una misura cautelare"
Il gip del Tribunale di Vibo Valentia Mariagrazia Monaco ha rigettato la richiesta di arresto eseguito dai carabinieri nei confronti di Rosaria Mancuso ordinando l'immediata scarcerazione. Così la sorella dei quattro boss dell'omonimo clan di Limbadi Giuseppe Diego, Francesco (alias "Tabacco") e Pantaleone (alias l'ingegnere) ha potuto lasciare il carcere di Reggio Calabria dove era detenuta da martedì per tornare a casa, in totale libertà e senza alcuna misura cautelare.
L'arresto. La donna, moglie di Domenico Di Grillo, ai domiciliari per possesso illegale di armi e munizioni, era stata arrestata dai carabinieri della Stazione di Limbadi in seguito ad una perquisizione effettuata all'interno dell'azienda agricola di famiglia e nel corso della quale i militari dell'Arma avevano rinvenuto all'interno di un pollaio e di un altro terreno una pistola Revolver con sei cartucce, un fucile a pompa marca Beretta con matricola punzonata e, in una damigiana, oltre duecento cartucce di diverso calibro ed un kit per la pulizia dell'arma.
Il verdetto. In sede di interrogatorio di garanzia Rosaria Mancuso, difesa dall'avvocato Giuseppe Di Renzo (sostituito in udienzadall'avvocato Antonio Barilaro), ha negato di aver mai maneggiato armi sostenendo di occuparsi del solo pollaio e non dell'intera campagna, compito demandato al marito ora ristretto ai domiciliari. Tesi accolta dal gip il quale ha osservato che "dalla descrizione del complesso stato dei luoghi da parte della Pg non possa inferirsi la riconducibilità delle armi all’arrestata". Il giudice ribadisce poi che i terreni dove sono state rinvenute le armi e le munizioni erano "accessibili anche ad altri perché non completamente recitanti". Il gip ipotizza quindi che "le armi possano essere detenute dal marito della Mancuso e che le stesse nella precedente perquisizione non fossero state trovate". Un assunto che per Graziamaria Monaco troverebbe conferma nelle dichiarazioni della Mancuso che sostiene che "il terreno viene curato e coltivato solo dall'uomo che fa uso di mezzi agricoli". Insomma per il giudice non è stato raggiunto lo status di "gravità indiziaria normativamente richiesto per l'adozione di una misura cautelare". Da qui l'accoglimento delle argomentazioni difensive e la conseguente scarcerazione.
