I cardinali cattolici che domani entreranno in Conclave per eleggere il nuovo papa non hanno ancora un'idea chiara di chi emergerà come successore di papa Francesco e i discorsi dei singoli esponenti del clero durante gli incontri di questa settimana potrebbero essere decisivi. Il Conclave vede 133 cardinali elettori chiamati a scegliere il nuovo Pontefice. Non esistono "sondaggi" ufficiali, il processo è segreto e i cardinali non esprimono pubblicamente preferenze. Tuttavia, analisi di esperti vaticanisti, pronostici dei media e scommesse internazionali offrono indicazioni sui cardinali considerati "papabili".

Durante il Conclave del 2013, fu in questo periodo che il cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio tenne un discorso che, a detta di molti, impressionò profondamente i suoi pari. Pochi giorni dopo, fu eletto con il nome di Francesco. Nichols, il più alto funzionario ecclesiastico in Inghilterra e Galles, ha affermato alla Reuters che anche questa volta i discorsi sono stati fondamentali per formare l'opinione su chi potrebbe essere il prossimo papa. Alla domanda se ci siano cardinali favoriti che hanno maggiori probabilità di diventare papa, Nichols ha risposto: «Ero venuto con alcune idee, ma ora sono cambiate». Ecco chi sono i favoriti, chi è in ascesa, chi sta perdendo posizioni e i possibili outsider.

Pietro Parolin resta il favorito, con un solido blocco di voti e un profilo di continuità. Luis Antonio Tagle e Péter Erdő seguono, rappresentando rispettivamente il volto missionario asiatico e la tradizione europea conservatrice. Outsider come Mario Grech, Robert Prevost e Jean-Marc Aveline guadagnano terreno, mentre Zuppi e Pizzaballa sembrano in calo. L’esito resta incerto: il Conclave è noto per ribaltare pronostici, e il peso delle congregazioni generali, in corso fino al 7 maggio, sarà decisivo.