La Procura regionale aveva chiesto di perseguire i portabandiera di varie forze politiche per danno erariale. Tra gli altri, anche i capigruppo del Pd Vincenzo Ciconte e dell'Udc Ottavio Bruni

La magistratura contabile ha emesso il suo primo verdetto. Ed è una sentenza di assoluzione per i presidenti dei gruppi del Consiglio regionale finiti nel calderone dell'inchiesta Rimborsopoli sui presunti rimborsi gonfiati dentro l'Astronave. 

A definire la questione e, dunque, a pronunciarsi è stata la Corte dei conti, che non ha accolto le richieste della Procura regionale che intendeva perseguire gli indagati per danno erariale.


Dunque, l'assoluzione è arrivata per Giuseppe Bova, (al tempo presidente del Gruppo Misto), citato in giudizio per 168.465, 85 euro oltre alla rivalutazione monetaria e agli interessi legali;  Vincenzo Ciconte (presidente di Progetto democratico) citato in giudizio per 6.389,76 euro oltre alla rivalutazione monetaria e agli interessi legali; Sandro Principe e Antonio Scalzo (all'epoca presidenti del gruppo del Partito democratico) citati in giudizio rispettivamente per 21.366,62 euro e per 28.594,45 euro oltre alla rivalutazione monetaria e agli interessi legali; Ottavio Bruni (all'epoca presidente del gruppo Unione di Centro - Udc) citato in giudizio per 21.625,00 euro oltre alla rivalutazione monetaria e agli interessi legali; Damiano Guagliardi (all'epoca presidente del gruppo Federazione della Sinistra) citato in giudizio per 21.865,89 euro oltre alla rivalutazione monetaria e agli interessi legali.