Gutenberg, al liceo Colao Coltellacci e Abiuso
La settimana Gutenberg ha visto protagonisti all’IIS Morelli-Colao Lorenzo Coltellacci e Andrés Abiuso, autori del graphic novel, Escher. Mondi impossibili.
Dopo un’appassionante lezione, gli autori hanno coinvolto gli studenti del Liceo Classico e del Liceo artistico in un divertente e produttivo laboratorio di fumetto.
A cinquant’anni dalla sua morte (27 marzo 1972), il graphic novel celebra il grande genio olandese, Maurits Cornelis Escher, uno degli artisti più amati del Novecento e i cui mondi impossibili sono entrati nell’immaginario collettivo rendendolo una vera icona del mondo dell’arte moderna, che ci porta alla ricerca infinita dell’ordine in mezzo al caos della sua e della nostra vita.
Il libro si propone di costruire due piani narrativi, uno biografico e l’altro fantastico-avventuroso, che troveranno poi naturalmente una sintesi finale attraverso le parole e le immagini
Tra arte, matematica, scienza, fisica, natura e design, il graphic novel ci permette di conoscere più da vicino un artista inquieto, riservato ma indubbiamente geniale. Gli autori ci guidano in maniera inedita alla lettura dei tantissimi paradossi prospettici, geometrici e compositivi che stanno alla base delle sue opere e che ancora oggi continuano a ispirare generazioni di nuovi artisti in ogni campo. Non è necessario spiegare i giochi prospettici, le incisioni, le scale impossibili, le arditissime prospettive, tipiche dell’arte di Escher.
Ed è per questo che il lavoro di Lorenzo Coltellacci (ai testi) e Andrés Abiuso (ai disegni), anche ai lettori non esperti di Storia dell’Arte, risulterà piacevolmente evocativo.
Un giovane ragazzo si ritrova catapultato in una dimensione onirica di escheriana ispirazione come un’Alice nel Paese delle Meraviglie della Storia dell’Arte. Uno dei manichini che abitano le architetture fantastiche dell’artista olandese lo accoglie e, in questo ruolo virgiliano, guida il ragazzo attraverso la storia, gli eventi e l’arte di Escher. Lo schema narrativo messo in piedi da Coltellacci, permette al lettore di fare un veloce excursus non tanto sulle correnti artistiche, tecniche o concettuali di Escher, quanto sul rapporto che intercorre tra arte e vita e di come questi siano bilanciati dalla sensibilità personale di un artista. Per quanto possa sembrare un’ovvietà, spesso, immaginando un autore si dimentica di valutare l’uomo che c’è dietro, in quanto contenitore di contraddizioni, interpretazioni e ambizioni comunicative. Nel graphic novel, invece, è il perno attorno a cui ruota e si dipana la semplice trama atta a svelare, in un continuo passaggio tra onirico e reale, come l’Uomo Escher e l’Artista Escher abbiano deciso di convivere. Le citazioni visive all’arte di Escher sono onnipresenti, a volte palesi, altre volte più sottili, tutte atte a ricostruire nel mondo onirico tratteggiato da Coltellacci, la figura artistica di Escher attraverso le sue rappresentazioni. L’onirico prende corpo, struttura: il gioco grafico e narrativo dei due autori è quello di permettere al lettore di essere in grado di “interagire”, attraverso i personaggi, e negli ambienti.
Il compito di Coltellacci e Abiuso, dunque, è quello di fornire coordinate e incuriosire il lettore, di dare la chiave d’accesso, il grimaldello, per penetrare quei mondi impossibili che Escher ha regalato al mondo intero: uno sguardo verso l’onirico e l’assurdo sbirciando attraverso la porta socchiusa. Se varcare la soglia, come per il ragazzino protagonista, la decisione spetta a lui. Scrivere di un personaggio famoso non è mai facile, e lo è ancor meno narrare di un personaggio famoso dalla figura così controversa e particolare.
Coltellacci e Abiuso in tal senso centrano l’obiettivo, creando un “mondo nel mondo” assolutamente degno di una figura come quella di Escher, una figura fluida, non inscatolabile o etichettabile con delle semplici definizioni, tanto che lui stesso, quasi modestamente, spesso si definiva solo come un “grafico”.
Escher appare così padre, compagno, grafico, pittore, matematico, geometra, studioso della perfezione dei cristalli, figlio e anche uomo di mondo, viaggiatore. Escher – Mondi impossibili è un’opera che si avvale di un espediente narrativo semplice ma estremamente funzionale, ovvero quello della narrazione indiretta. L’artista infatti non ci viene raccontato in maniera diretta, facendo di lui o di qualcuno a lui caro il narratore, bensì viene introdotto come esempio da seguire per il giovane Mauk, un ragazzino che non sembra tanto interessato alla matematica, ma che ha un’immensa passione per l’arte.
Mauk viene sorpreso dal suo insegnante a disegnare anziché seguire la lezione, ma proprio mentre sta per essere rimproverato il pavimento sotto i suoi piedi si sgretola e lui scompare, fagocitato in un mondo surreale. Qui per fortuna trova una guida che lo accompagnerà, stanza dopo stanza, alla scoperta di Escher, mostrandogli quanto sia complesso essere artisti, perseguire la propria strada, ma anche come esistano altre cose attorno a questa passione e, mantenendo mente, occhi e cuore ben aperti, sia possibile trovare ispirazione ovunque.
In questo viaggio onirico, Mauk e la sua guida passano in rassegna i momenti cardine nella vita del famoso artista, visitando i posti a lui cari, aprendo una finestra sulle sue gioie ma anche sui suoi dolori. Viene così mostrato un Escher a tutto tondo, forte dei suoi affetti e delle sue convinzioni, ma anche estremamente umano.Il messaggio che pervade tutto Escher – Mondi impossibili è forte.
La narrazione è forte, coerente, fluida, la storia scorre pagina dopo pagina catturando il lettore, che incuriosito esamina il fumetto alla ricerca delle novità introdotte da Coltellacci e Abiuso. Di fatto è complesso distinguersi quando si parla di una biografia, perché il personaggio trattato e la sua storia spesso sono già ben noti, eppure qui gli autori sono riusciti a dare unicità all’opera, tanto a livello narrativo che grafico.
Graficamente è evidente che il testo è frutto di un lavoro complesso, di studio e attenzione al dettaglio.
La scelta dei colori contribuisce a creare la giusta sintesi fra il racconto e l’ambiente in cui si svolge, la natura dell’artista e delle sue opere.
Lorenzo Coltellacci, nato e cresciuto a Roma, lavora nella comunicazione digitale e la sua più grande passione è la scrittura. Dopo un romanzo e diversi racconti pubblicati (Leucotea edizioni, Delos Books…), dal 2014 è approdato al fumetto come sceneggiatore.
Nel 2015 esce il suo manuale tecnico-ironico KAMASMART per Magic Press, divenuto un piccolo caso virale. Ha collaborato con diverse etichette indipendenti, creandone una propria (Coltello Comics) e nel 2020 è uscita la sua prima graphic novel per Tunué.
Andrès Abiuso nasce a Quilmes, in Argentina. Dopo gli studi scientifici studia fumetto alla TheSign di Firenze (ex scuola internazionale di comics). In seguito ad anni passati a capire il mondo, si trasferisce a Milano. Attualmente ha un lavoro (quasi) vero come Menswear Illustrator, ma si ostina –dice Abiuso- a “voler fare la fame con i fumetti”. Nel marzo 2022 esce il suo primo graphic novel, scritto da Lorenzo Coltellacci ed edito da Tunué: Escher – Mondi Impossibili.
Francesca Murfuni, 4 C Liceo artistico
