Udite, udite. Mario Oliverio, che pare abbia risolto i suoi problemi giudiziari, è pronto a tornare sulla scena. Già, sulla scena di un palcoscenico teatrale che rischia di non avere precedenti. Teatro tragico per il centrosinistra e l'area politica che ruota intorno al segretario dem Stefano Graziano il cui tour calabrese, ormai datato di qualche anno, sopravvive ad ogni cambiamento. Neanche la staffetta (si fa per dire) Letta-Zingaretti ha prodotto alcuna novità. Il commissariamento dei dem in Calabria non è stato archiviato neppure questa volta. Risultato? Il Pd è senza un candidato alle prossime elezioni regionali e vaga da una parte all'altre per tentare di individuare l'uomo giusto. Nel frattempo, tutti sembrano recitare una parte più convincente dei dem sulla scena. Nella tragicommedia del centrosinistra, incidono più le parole di Giuseppe Conte, o magari quelle di Luigi de Magistris, rispetto al silenzio di una classe dirigente, quella dei dem, che dopo essersi preoccupata di bruciare Nicola Irto, è sparita dalla circolazione.

E allora, dinanzi al deserto politico ed anche culturale, se si pensa alla tradizione e al suo rapporto complesso con l'innovazione, anche Palla Palla, come affettuosamente viene definito l'ex governatore, non certo uno a cui mancano idee e visioni della Calabria e del mondo -non è un caso che sia stato allontanato dal Pd - è pronto a rituffarsi nella mischia e e magari a contribuire al botto finale di un Partito democratico senza una guida e senza idee! L'obiettivo di Mario Oliverio è quello di unire le forze riformiste e progressiste. Il prossimo 18 giugno, ovvero venerdì pomeriggio, in un albergo lametino Oliverio incontrerà i giornalisti in una conferenza stampa dal titolo: "Per la Calabria: fermiamo la deriva distruttiva, cambiamo rotta, uniamo le forze riformiste e progressiste". Non è escluso che da lì venga fuori qualche proposta politica in vista delle Regionali. D'altronde, l'ex inquilino della Cittadella non dorme la notte da anni. E non solo perchè ha gli incubi di Nicola Gratteri, ma poichè non ha mai accettato ( e non gli si può dare torto) come il Pd si sia liberato di lui, per proporre come alternativa "il nulla eterno", collezionando da quel momento in Calabria sempre  e solo figuracce. E allora, risolti (più o meno) i guai giudiziari, è il momento di tornare...per regalare ai calabresi un'alternativa al centrodestra, non certo a quel centrosinistra al momento inesistente nella forma e nei contenuti.