Esce indenne Salvatore Perugini. Le accuse riguardavano, a vario titolo, la bancarotta dell'azienda impegnata nel settore dell'informatica

Il Tribunale di Cosenza ha emesso oggi la sentenza nei confronti di 15 imputati coinvolti nel processo sulla società “Tesi” operante nel settore dell’informatica. Si tratta di un’inchiesta e di un processo trasferito a Cosenza per competenza territoriale e che costituisce un troncone della più vasta e nota indagine denominata “Why Not” avviata dall’allora pm della Procura di Catanzaro Luigi De Magistris.

Nove le condanne: Filomeno Pometti, 79 anni, di Corigliano Calabro (4 anni di carcere); Luciano Vignaex vicesindaco di Cosenza e già commissario della federazione di Cosenza di Alleanza Nazionale(2 anni e 8 mesi); Michelangelo Spataro, 56 anni,  consigliere comunale uscente di Cosenza (4 anni); Francesco Capocasale,  59 anni, di Dipignano (4 anni); Michele Montagnese, 66 anni, commercialista (4 anni); Gianluca Bilotta, 46 anni, di Mendicino (4 anni); Luigi Vacca, 80 anni, di San Basile (4 anni); Antonio Gargano,  75 anni, di Amalfi, già presidente di  Fincalabra Garanzie (2 anni e 8 mesi); Antonio Viapiana (2 anni e 8 mesi).

Perugini

Sette le assoluzioni: Salvatore Perugini ( in foto a sinistra ) 63 anni, ex sindaco di Cosenza (2 anni la richiesta di condanna); Nicola Costantino, 49 anni, di Reggio Calabria; Renato Pastore, 70 anni, imprenditore informatico e già presidente di Confindustria Cosenza; Saverio Fascì, 64 anni, di Melito Porto Salvo (Rc); Francesca Gaudenzi, 56 anni, Cosenza; Pietro Macrì, 51 anni, di Vibo, imprenditore e presidente della società Met Sviluppo, è stato alla guida del settore terziario di Confindustria Vibo; Pasquale Citrigno, 59 anni, Cosenza, amministratore della società Tesi.

Montagnese, Bilotta, Pometti, Spataro, Capocasale e Vacca sono stati anche interdetti, quale pena accessoria, per 5 anni dai pubblici uffici.

Nel corso della requisitoria, il pm aveva puntato sulla relazione del curatore fallimentare ricostruendo la situazione contabile della società Tesi, operante nel settore dell’informatica, ed i suoi rapporti con Fincalabra, la finanziaria della Regione Calabria. La società “Tesi”, secondo l’accusa, avrebbe registrato significative perdite economiche a partire dal 2001 e nel 2002 si sarebbe registrato un forte declino dell’azienda. Gli organi societari non avrebbero impedito il declino della “Tesi”, nonostante la funzione di controllo sulle attività della società. Funzione di controllo che, secondo la Procura, non sarebbe stata esercitata con la dovuta accortezza portando la società “Tesi”, dichiarata fallita il 14 giugno 2007, alla bancarotta.  I fatti oggetto delle contestazioni giudiziarie sarebbero avvenuti tra il 2002 e il 2006. Gli amministratori e i sindaci della società Tesi, in pratica, sono accusati di aver provocato passivita? per poco meno di 5 milioni di euro attraverso l’effettuazione di operazioni ritenute dal pm illecite.

Montagnese

Michele Montagnese  (foto a sinistra) dal luglio 1989 al marzo 1990 è stato sindaco di Vibo Valentia con la Democrazia Cristiana. Prima, e successivamente, è stato più volte consigliere comunale di Vibo Valentia con lo stesso partito. E’ stato presidente dell’ex Usl di Vibo  (oggi Asp), ricoprendo incarichi direttivi anche nel Consorzio Industriale di Vibo e nella Camera di Commercio vibonese (presidente dei revisori dei conti dell’ente camerale). Nelle politiche del 2006 è stato candidato al Senato della Repubblica con la lista di Forza Italia, ma non è stato eletto. Attualmente Montagnese ricopre la carica di presidente del Conservatorio di Musica “Fausto Torrefranca” di Vibo.

Le reazioni alla sentenza. "Il Partito Democratico esprime grande soddisfazione per l'assoluzione di Salvatore Perugini nel processo Tesi". Ad affermarlo sono il segretario provinciale Luigi Guglielmelli e quello regionale Ernesto Magorno, in relazione alla pronuncia in primo grado dei giudici del Tribunale di Cosenza.

Tra le prime reazioni, quella del Partito democratico di Cosenza. Che oltre a esultare per l'assoluzione di Perugini, attacca in particolare per le condanne di Vigna e Spataro. "Tra le sentenze di condanna si registrano quelle a carico del Vice Sindaco di Cosenza Luciano Vigna e di Michelangelo Spataro Capogruppo di Forza Italia. Per quanto ci riguarda, riteniamo che il grado di colpevolezza è accertato solo in presenza di una condanna definitiva. Anche con una condanna di primo grado per noi rimane valido il principio della presunzione di innocenza, ciò nonostante però, abbiamo sempre ritenuto politicamente inopportuno che Luciano Vigna continuasse ad esercitare la funzione di vice sindaco e Michelangelo Spataro quella di capogruppo di Forza Italia, partito di riferimento di Mario Occhiuto. Riteniamo altresì inopportuno, ed invitiamo il Commissario prefettizio dott. Carbone, ad assumere le dovute iniziative, che la gestione delle finanze di Palazzo dei Bruzi continuasse ad essere affidata alla società che è riconducibile a Gianluca Bilotta. Insomma, aldilà delle responsabilità che in via definitiva dovranno essere accertate sulla vicenda Tesi, non può essere sottovalutato il fatto che, alla luce di questa sentenza, il sindaco Mario Occhiuto, ha affidato il governo delle finanze comunali agli stessi soggetti che al momento della nomina ad assessore e consulente erano imputati ma oggi, seppur in primo grado, sono stati condannati per bancarotta fraudolenta ed interdetti dai pubblici uffici. Per entrambi la pena aggiuntiva, infatti, è quella dell'interdizione dai pubblici uffici. A questo punto è facile osservare che non sarà stato un caso che l'ultimo bilancio comunale, grazie alla loro conduzione, ha registrato il parere contrario dei revisori contabili". ([email protected])

“Tesi”: chieste 15 condanne per politici e manager, 2 i vibonesi (Leggi qui)