Estorsione e furto aggravato in Calabria: raffica di condanne (NOMI)
Secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero stati nove gli episodi di furto e ricettazione di veicoli

Si è concluso con una serie di condanne il procedimento scaturito dall’inchiesta “Gazze Ladre”, condotta su un presunto gruppo criminale accusato di una lunga serie di reati tra cui furti aggravati, ricettazione, estorsione, spaccio di droga, danneggiamento e detenzione illegale di armi.
La sentenza è stata emessa dal Tribunale di Cosenza nei confronti degli imputati coinvolti nell’indagine avviata dai carabinieri della Stazione di Cosenza e coordinata dalla Procura della Repubblica. I fatti contestati riguardano un periodo compreso tra novembre 2018 e settembre 2019.
Secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero stati nove gli episodi di furto e ricettazione di veicoli, tra cui sei autovetture e tre furgoni, seguiti da richieste estorsive per la restituzione dei mezzi sottratti. L’indagine avrebbe inoltre documentato nove furti aggravati ai danni di istituti scolastici, strutture sportive, depositi di autobus e associazioni di beneficenza, oltre a numerose cessioni di sostanze stupefacenti.
L’attività investigativa era partita dopo il furto di un’auto utilizzata successivamente per una rapina ai danni di una clinica, episodio che aveva portato all’avvio di intercettazioni telefoniche e ambientali. Gli accertamenti avevano consentito agli investigatori di ricostruire ulteriori episodi criminali e le dinamiche di un gruppo ritenuto attivo nell’area urbana.
Nel corso delle indagini erano stati inoltre individuati soggetti che avrebbero pianificato uno scippo ai danni di un’imprenditrice, poi non portato a termine grazie all’intervento dei carabinieri.
Le accuse contestate agli imputati dovranno essere valutate nei successivi eventuali gradi di giudizio, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
La sentenza
Antonio Colasuonno condannato a 8 mesi di reclusione (assolto per il reato al capo lbis)
William Maria Barone condannato a 1 anno e 11 mesi (sospensione condizionale della pena)
Massimo Bevilacqua condannato a 6 anni e 3 mesi (disposto il non doversi procedere per il capo EE)
Emanuel Bevilacqua condannato a 3 anni e 5 mesi (la giudice ha sostituito la pena detenttiva con gli arresti domiciliari e lo ha assolto per i reati contestati ai capl X) e Y)
Maurizio Mirko Abate assolto (difeso dagli avvocati Marco Facciolla e Francesco Muscatello).
