Avrebbe fatto inversione di marcia, alla guida del suo furgone, per lanciarsi a folle velocità contro i tre pedoni, tra cui la bambina ucraina travolta, il 18enne Giuseppe Pio De Fazio, che ha ucciso la piccola, ferendo la cugina e il compagno di quest'ultima. Dunque, l'accusa per il giovane è di omicidio stradale aggravato da lesioni personali stradali. Risponde invece di concorso in omicidio Francesco De Fazio, 44 anni, che avrebbe concesso l'auto al ragazzo. Non si esclude nemmeno che possa essere stata una bravata culminata in dramma.  Taisiia era arrivata in Italia il 26 febbraio assieme alla madre Liudmila, 29 anni. Entrambe avevano lasciato la città di Tersipol all’indomani dei bombardamenti dell’Ucraina per mano dell’esercito russo. In città ambedue erano ospiti di un crotonese e di una loro connazionale. Utili per comporre i primi tasselli investigativi che hanno portato all’arresto di De Fazio, sono state le testimonianze raccolte dall’Arma nelle ore successive all’accaduto.

Su tutte, c’è il racconto fornito dalla 17enne rimasta illesa nel sinistro. La ragazza, si legge nell’ordinanza del gip, ha riferito di «aver visto bene l’autovettura transitare già nel senso di marcia opposto», e che "dopo aver fatto inversione di marcia, ripercorreva la strada in senso contrario fino a raggiungerli e, dopo averla sfiorato, andava travolgere» il suo fidanzato «e la bambina che dapprima venivano sbalzati in aria e successivamente proiettati diversi metri più avanti".

Intanto, nella giornata odierna sono previsti i funerali della piccola, scampata alla guerra ma non alla violenza.