Aggressione ad agenti di Polizia nel carcere di Catanzaro: il caso in Parlamento
Dopo l'ennesima aggressione consumata nei confronti della polizia penitenziaria nella casa circondariale di Catanzaro i deputati di Fratelli d'Italia Wanda Ferro e Carolina Varchi hanno presentato un'interrogazione al ministro della Giustizia. L'aggressione infatti, durante la quale un detenuto ha ferito tre agenti che sono stati costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso ricevendo una prognosi di 15 giorni ciascuno, sarebbe stata attuata da un uomo ristretto nel reparto di sorveglianza psichiatrica e non si tratterebbe di un episodio isolato, come dimostrano le ripetute aggressioni registrate negli ultimi mesi ai danni del personale di polizia penitenziaria.
Nessuna iniziativa presa. I deputati di Fratelli d'Italia richiamano quanto denunciato in una nota dal sindacato di Polizia Sappe, secondo cui "a porre in essere comportamenti non consentiti è sempre lo stesso detenuto. Nonostante il Provveditorato sia stato sensibilizzato in merito a tale grave situazione, dall'ufficio deputato a valutare tali denunce, nessuna iniziativa concreta è stata mai posta in essere. Purtroppo gli effetti di tale inerzia, e non è la prima volta che si verifica, hanno comportato un'aggressione con una sedia da parte del detenuto e tre prognosi di 15 giorni ai danni degli agenti in servizio".
Carenza di personale. Secondo i deputati Ferro e Varchi "non si comprende l'inerzia dell'Amministrazione penitenziaria, che, nonostante i ripetuti, costanti e purtroppo vani solleciti, ha aspettato l'ennesima aggressione per trasferire un detenuto che durante tutte le sue detenzioni si è caratterizzato per aggressioni violente e inaspettate ai danni degli agenti di polizia penitenziaria. Già nel mese di dicembre, in occasione dell'ennesima aggressione ai danni di un agente, i sindacati di categoria avevano denunciato le gravi carenze di organico nel penitenziario di Catanzaro, dove a fronte della previsione ministeriale di 470 unità l'istituto può contare su 360 agenti; la grave carenza di oltre il 50 per cento dei funzionari giuridico pedagogici, di assistenti sociali, infermieri e dottori, a fronte, invece, di un aumento della popolazione carceraria di oltre 150 unità in più del previsto".
Le colpe dell'Amministrazione penitenziaria. Secondo Ferro e Varchi "è inaccettabile che gli agenti penitenziari, oltre a fronteggiare eccessivi carichi di lavoro, debbano lavorare con il rischio di subire aggressioni", per questo hanno chiesto al ministro Bonafede "quali iniziative di competenza intenda adottare per accertare la sussistenza di eventuali profili di responsabilità in capo all'amministrazione penitenziaria; per quali motivazioni l'amministrazione penitenziaria, nonostante le ripetute aggressioni a danno degli agenti di polizia penitenziaria, non abbia tempestivamente provveduto a disporre il trasferimento del detenuto autore degli episodi di violenza; se e come si intenda affrontare il problema della gestione dei detenuti con problemi psichiatrici che necessita di interventi non più rinviabili, e quello delle aggressioni ai danni degli agenti, valutando, ad esempio, la possibilità di fornire alla polizia penitenziaria strumenti idonei a fronteggiare simili emergenze, anche attraverso la convocazione di un tavolo di lavoro con la partecipazione delle organizzazioni sindacali di categoria".
