Le settantacinque logge calabresi rappresentate al completo. Oltre settecento persone in sala. E al tavolo della presidenza tutti i candidati dell'unica lista in campo. “Un risultato che non si registrava da sessantanni”. Per molti “fratelli” non c'è posto a sedere. Si accontentano di passeggiare per i corridoi.

Qualcuno preferirebbe passare inosservato senza riuscirci perchè quella del Goi, nel tardo pomeriggio di venerdì, a Vibo è stata una vera e propria prova di forza da parte della più grande loggia calabrese e nazionale. Il Grande Oriente d'Italia – rappresentato sul territorio dal Gran Maestro Onorario Ugo Bellantoni, seduto al tavolo della presidenza, è infatti uscito allo ... scoperto e ha scelto il 501 Hotel per presentare alla Calabria, al cospetto del Gran maestro nazionale Stefano Bisi, la lista dei candidati per le elezioni del prossimo tre marzo che decreteranno il rinnovo della giunta della Gran Maestranza. Alla guida ci sarà ancora Stefano Bisi.




"L'azione di rinnovamento e di aggregazione messa in campo – ha detto introducendo la serata Giuseppe Messina, presidente MM. VV. Calabria – hanno fatto sì che potesse solo lui a succedere a se stesso”. Al suo fianco vi saranno sei candidati: Antonio Seminario, Claudio Bonvecchio, Sergio Monticone, Marco Vignoni, Michele Pietrangeli e Giuseppe Trumbatore. “Per sostenerli -ha sostenuto Messina – dovremo fare il pieno nelle urne”. Sotto la lente la necessità di ribadire le priorità della loggia: in primis la centralità della tradizione massonica, la riqualificazione del patrimonio edilizio e culturale, gli ideali di solidarietà e, sotto il profilo economico, il consolidamento della riduzione dei costi di gestione.

Per la Calabria, al numero uno della massoneria, è stato chiesto “un occhio di riguardo”. E "bisognerà andare oltre lo scandalismo giornalistico e politico per dimostrare che che la massoneria non è come l'ha descritta Rosi Bindi". Insomma, grande entusiasmo, soprattutto, grandi numeri. E tra i massoni, tanti professionisti locali. A testimonianza che la città di Vibo in questo "campo" non è seconda quasi a nessuno.