'Ndrangheta e rifiuti, rischia la condanna il consigliere regionale Cannizzaro
Il pm antimafia Crisafulli chiede 2 anni di carcere per il politico del centrodestra, accusato di corruzione elettorale aggravata. Stessa pena per l'ex consigliere Udc Tripodi
di FRANCESCO ALTOMONTE
Due anni e 300mila euro di multa. E' quanto richiesto dalla Procura antimafia di Reggio Calabria nei confronti del consigliere regionale del Cdl Francesco Cannizzaro. La requisitoria è stata tenuta dal pm Antonella Crisafulli davanti al giudice per l'udienza preliminare di Reggio Calabria. Il consigliere di centrodestra era stato prima indagato e poi rinviato a giudizio nell'ambito dell'inchiesta denominata "Ecosistema" sui clan di Melito Porto Salvo, San Lorenzo e Bagaladi. Al centro dell'inchiesta gli appalti per la gestione dei rifiuti nei comuni della zona Grecanica del Reggino.
I politici Cannizzaro è accusato di corruzione elettorale aggravata dall'avere agevolato la 'ndrangheta, la stessa accusa che la Dda muove all'ex consigliere regionale dell'Udc Pasquale Tripodi, per il quale il pm ha chiesto la stessa pena invocata per Cannizzaro. Una condanna più severa, invece, è stata chiesta per Walter Scerbo, sindaco di Palizzi. Ammonta invece, a un anno e 4 mesi di carcere la richiesta di condanna formulata per il sindaco di Palizzi, Walter Scerbo. Il sostituto procuratore Crisafulli, invece, ha chiesto l'assoluzione per il sindaco di Motta San Giovanni Paolo Laganà accusato anche lui di un episodio di corruzione.
Gli uomini dei clan Oscillano infine, tra i 16 anni e i 6 mesi di carcere le richieste formulate per i presunti vertici del clan Paviglianiti di San Lorenzo. Alla sbarra c'è anche il collaboratore di giustizia Salvatore Aiello, per cui il pm ha chiesto un condanna a 6 mesi di carcere. È stato grazie all'ex direttore operativo della "Fata Morgana", la società che si occupava della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti nel comune reggino, che la Dda e i Carabinieri hanno portato a compimento sia l'inchiesta "Ecosistema" che quella "Nexum". Le due inchieste in un primo momento separate sono state poi riunite.
L'inchiesta L'operazione "Ecosistema", portata a termine il 7 dicembre 2016, è stata coordinata dai pm della procura antimafia di Reggio Calabria Antonio De Bernardo, Luca Miceli e Antonella Crisafulli,e eseguita dai carabinieri del comando provinciale. Al centro delle indagini i presunti esponenti dei clan Iamonte di Melito Porto Salvo e Paviglianiti, di San Lorenzo e Bagaladi, ma anche alcuni politici di primo piano come il sindaco di Bova Marina, Vincenzo Rosario Crupi, il vicesindaco di Brancaleone, Giuseppe Abenavoli, l'ex primo cittadino di Melito, Giuseppe Iaria, gli assessori di Brancaleone, Domenico Giuseppe Marino e Alfredo Zappia, l'ex dirigente dell'ufficio tecnico melitese, Francesco Maisano e il dirigente della Provincia, Carmelo Barbaro. Tra gli indagati a piede libero ci furono poi, il consigliere regionale Cannizzaro e l'ex consigliere Tripodi, accusati di corruzione elettorale aggravata dall'aver agevolato la 'ndrangheta, Paolo Laganà, sindaco di Motta San Giovanni, indagato per corruzione. Stessa accusa per l'attuale primo cittadino di Palizzi, Walter Arturo Scerbo.
