Estorsione a Nicotera, domiciliari revocati al cognato del boss Antonio Mancuso
Il gup del Tribunale di Catanzaro, accogliendo le argomentazioni proposte dall’ avvocato Francesco Capria, ha disposto la sostituzione della misura degli arresti domiciliari con quella dell’ obbligo di dimora nel comune di residenza nei confronti di Giuseppe Cicerone, 88 anni di Nicotera, coinvolto nell’operazione denominata in codice “Maqlub” su un presunto giro di estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti del centro vibonese.
L’indagato è accusato, in concorso con il cognato Antonio Mancuso e con il nipote Alfonso Cicerone, del reato di estorsione aggravato dalle modalità mafiose ai danni di Carmine Zappia. L’avvocato Francesco Capria, nella propria istanza, ha evidenziato che le esigenze cautelari ravvisate al momento dell’emissione dell’ ordinanza di custodia cautelare potessero essere soddisfatte mediante una misura meno afflittiva, alla luce dello stato d’incensuratezza dell’ indagato ed alla luce del tempo trascorso dal momento dell’ applicazione della misura degli arresti domiciliari. Il gup, ritenendo fondata la richiesta difensiva, ha sostituito la misura cautelare con altra meno afflittiva.
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