È diventato un appuntamento imperdibile per il mondo della neurologia italiana, il Premio Hipponion, che ogni due anni gremisce i saloni del 501 Hotel di Vibo Valentia.
Un focus sulla miglior produzione scientifica sull’ictus cerebrale riservato a giovani ricercatori di età inferiore ai 40 anni che abbiano svolto un ruolo predominante nella conduzione della ricerca.
Non da meno gli incontri che si alternano per tre giorni e che fanno discutere i migliori esperti del settore, richiamati dal presidente del Premio Domenico Consoli, sui diversi ambiti inerenti la patologia cerebrovascolare. Quest’anno l’attenzione si è incentrata sugli aspetti relativi alle complicanze acute e tardive dell’evento ictale.
Tra i tantissimi lavori pervenuti sono stati selezionati con una metodologia rigorosissima e trasparente 12 lavori scientifici che sono contesi la vittoria dopo una particolare, leale e suggestiva competizione in un ambiente ed in un’atmosfera austera e di fronte ad una giuria assai competente e benevolmente agguerrita, rappresentativa ed assorbente della cultura dell’ictus ai massimi livelli, che incalzerà con una serie di domande i giovani ricercatori
Due dei lavori finalisti, quelli di Ettore Nicolini di Roma e di Angelo Cascio Rizzo di Milano sono stati premiati ex aequo rappresentando auspicabilmente due diversi ambiti della ricerca, quella clinica e quella di base, mentre per Federico Mezzacane di Pavia è stata fatta una menzione speciale