'Ndrangheta, la cosca storica tra omicidi, traffici e alleanze criminali (NOMI)
Inchieste confermano una struttura ancora attiva e pericolosa

Una delle cosche più radicate e longeve della ‘ndrangheta cosentina, capace di attraversare decenni di guerre interne, arresti e riorganizzazioni senza perdere il controllo del territorio. Il clan Serpa, con base storica a Paola, continua a rappresentare una presenza significativa negli equilibri criminali del Tirreno.
Le sue origini risalgono tra gli anni ’70 e ’80, quando la famiglia ha consolidato il proprio potere attraverso attività illecite diversificate: dal traffico di droga e armi allo smaltimento illecito di rifiuti, fino a estorsioni, usura e infiltrazioni negli appalti pubblici e nel gioco d’azzardo. Un’espansione favorita anche da una fitta rete di relazioni con altri gruppi criminali della provincia.
La storia del clan è segnata da una lunga scia di sangue. Emblematico l’omicidio del capostipite Giovanni Serpa nel 1979, episodio che ha innescato una serie di faide, in particolare contro la cosca Muto di Cetraro, con ritorsioni e regolamenti di conti protratti negli anni.
Dopo la fase guidata da Mario Serpa, morto nel 2022 mentre era detenuto, la leadership sarebbe passata a Nella Serpa, detta “La Bionda”, figura ritenuta di primo piano e già condannata all’ergastolo per omicidi legati alle guerre di mafia.
Nonostante le operazioni giudiziarie e alcune collaborazioni con la giustizia, tra cui quella di Giuliano Serpa, gli investigatori evidenziano la capacità del clan di rigenerarsi, mantenendo contatti e interessi anche fuori regione.
Le più recenti inchieste antimafia confermano come la cosca continui a operare con modalità sempre più articolate, adattandosi ai nuovi scenari criminali ma restando fedele a una struttura familiare e territoriale ben radicata. Una presenza che, secondo gli inquirenti, resta una minaccia concreta per la sicurezza e la legalità nel territorio cosentino.
