«L’Agenas - ente pubblico non economico nazionale, che svolge una funzione di supporto tecnico e operativo alle politiche di governo dei servizi sanitari di Stato e Regioni - ha pubblicato la nuova classifica degli ospedali d’Italia. Per il secondo anno, di seguito, salgono sul podio, di migliori ospedali d’Italia, l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano e l’Azienda Ospedaliera Universitaria delle Marche. I due ospedali, il primo privato ed il secondo pubblico, figurano, infatti, al top nella classifica del Programma nazionale esiti (Pne), che l’Agenas ha sviluppato su mandato del ministero della Salute. Di contro, al primo posto, nella sezione dei peggiori ospedali italiani, figura, ancora e esattamente, l’Ospedale civile dell’Annunziata di Cosenza».

E' quanto afferma il Consigliere comunale di Cosenza Giuseppe Ciacco, che aggiunge: "Quindi, l’Ospedale di Cosenza è il peggiore ospedale italiano; è l’ospedale con le performance più basse. E allora - prosegue - è paradossale che proprio l’ospedale della città nella quale è nato e, verosimilmente, vive il presidente della Regione Roberto Occhiuto che è anche commissario ad acta, nella quale il di lui fratello è stato, per dieci anni, sindaco, sia, maledettamente, il fanalino di coda nella classifica nazionale. E’ una vera e propria contraddizione in termini. Se un governatore, e commissario ad acta della sanità non è in grado di risollevare, dall’ultimo posto in classifica, l’Ospedale della propria città, vuol dire allora, che l’inettitudine gestionale  e l’incapacità politica hanno raggiunto vette stratosferiche che mettono in gravissima sofferenza la stessa esigibilità del diritto alla salute di migliaia e migliaia di cittadini. La collocazione dell’Ospedale di Cosenza all’ultimo posto della classifica nazionale è il timbro di fabbrica di un ceto politico, che, sul terreno del governo della sanità – ma, per la verità, non solo su questo terreno – ha inappellabilmente e disastrosamente fallito. Ed è un fallimento ascrivibile, esclusivamente, alla classe dirigente. E nessuno si azzardi a scaricare eventuali responsabilità  sulla classe medica e infermieristica dell’Annunziata. I medici e gli infermieri dell’Ospedale di Cosenza costituiscono un meraviglioso esercito, di uomini e donne in carne ossa, dalle straordinarie  qualità professionali, che quotidianamente, con esemplare abnegazione, stanno in trincea, nonostante le acute criticità strutturali di uno stabilimento ospedaliero, la cui decadenza è in caduta libera. E la decadenza dell’Annunziata è figlia legittima del commissario ad acta e del management aziendale, complice  e sodale del primo. La decadenza è figlia legittima di scelte errate, di imperdonabili ritardi, di dannose inadempienze, di torbidi intrighi", conclude il consigliere comunale.