Il silenzio istituzionale sulla Giornata del Ricordo diventa terreno di scontro politico a Vibo Valentia. Fratelli d’Italia alza la voce dopo quanto emerso in sede di Commissione, dove la Presidente avrebbe giustificato la mancata organizzazione di eventi dedicati al dramma delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata con il recente rimpasto di giunta operato dal Sindaco. Una spiegazione che il partito di Giorgia Meloni definisce «grave, miope e rivelatrice di una preoccupante incapacità amministrativa».

Ad aprire il fuoco è Pasquale La Gamba, Presidente provinciale di FdI, che richiama la natura istituzionale della ricorrenza: «La Giornata del Ricordo non è una consuetudine occasionale, ma è istituita dalla legge n. 92 del 2004. Richiamare il rimpasto come giustificazione significa svuotare il ruolo delle istituzioni. Noi, come coordinamento provinciale e con il supporto del movimento giovanile, abbiamo deposto una corona di fiori al Monumento ai Caduti: la prova che per onorare la memoria non servono giunte "stabili", ma coscienza e volontà».

Sulla stessa linea il capogruppo in Consiglio, Antonio Schiavello, che ha sollevato il caso in Commissione: «La risposta della Presidente certifica un fallimento. Se un’amministrazione non garantisce neppure un atto simbolico, il problema non è il rimpasto, ma l’incapacità di distinguere l’essenziale dall’accessorio. In tutta Italia si organizzano iniziative; a Vibo si sceglie il silenzio dietro un alibi che non regge».

Al dibattito si unisce Pascal Corrado, Presidente provinciale di Gioventù Nazionale: «Da anni portiamo avanti un lavoro autonomo di sensibilizzazione nelle scuole e sul territorio. La memoria non ha colori politici, è uno strumento di formazione civile. È preoccupante che i giovani riescano a muoversi con mezzi limitati mentre l'amministrazione resta ferma. Le istituzioni dovrebbero guidare questi percorsi, non ignorarli».

La conclusione degli esponenti di Fratelli d'Italia è un richiamo alla responsabilità: «Non servono celebrazioni imponenti, ma il riconoscimento pubblico di una pagina di storia per troppo tempo rimossa. Chi amministra ha il dovere morale di esserne all’altezza, senza scuse e senza rinvii».