Emergenza migranti nel Vibonese, affari d'oro con il business dei baby-profughi
Rispetto all’anno scorso le strutture per minori non accompagnati sono raddoppiati. Ecco la mappa di chi gestisce i numerosi centri di accoglienza sparsi in provincia
di MIMMO FAMULARO
Sono più di mille i minori stranieri non accompagnati che in questi primi sei mesi dell’anno sono sbarcati al porto di Vibo Marina. Patata bollente per il Comune che si è attrezzato per evitare di dover aprire i palasport in piena estate e per ospitare i baby-profughi. Scene di un film già visto che il sindaco Elio Costa punta a non rivedere. Rispetto all’anno scorso i posti sono quasi raddoppiati e oggi la provincia di Vibo Valentia può ospitare fino a 745 minori stranieri non accompagnati. L’aumento dei posti è ovviamente direttamente proporzionale alla nascita di nuove strutture che nell’emergenza hanno ottenuto l’autorizzazione per l’apertura. Sono quindici i centri dislocati su tutto il territorio provinciale e gestite da associazioni e cooperative specializzate nell’accoglienza. La mappa è in continuo aggiornamento anche perché l’emergenza non si attenua facendo registrare quasi il tutto esaurito se non fosse per la maggiore età raggiunta dai baby-profughi.
La mappa. Pullulano i centri per minori non accompagnati nel Vibonese. A Briatico ce ne sono addirittura tre. Il più grande è quello dell’Euroservice srl che sorge in contrada Scrugli, all’interno di un residence e di un albergo. A Torre Sant’Irene, pochi chilometri più a sud lungo la costa tirrenica, c’è la struttura dell’Associazione Monteleone. A Bivona c’è invece la Talita Kumi della Cooperativa Sud per l’Europa e, sempre sulla Costa degli Dei, un’altra cooperativa la San Sebastiano gestisce un altro centro per baby profughi a Ricadi,in contrada Umbre. Il business dell’accoglienza dei baby-profughi è ben distribuito lungo il territorio provinciale. L’associazione “Da donna a donna onlus”
risulta titolare di tre strutture: una in località Policari di Joppolo, l’altra sul corso principale di Mileto ed un’altra ancora a Filadelfia dove i centri sono due. C’è infatti anche quello gestito a Villa Apostoliti Cooperativa Calabria Futura. La stessa che ha aperto un centro a Vallelonga, in contrada Melia. La cooperativa Sud per l’Europa ne ha altre due: uno a Mongiana e l’altro a Jonadi.
Il sindaco e l'accoglienza. Salendo verso le Serre si registrano due strutture che risultano gestite dalla cooperativa sociale San Giovanni Bosco. Un sorge nel comune di Brognaturo, l’altra in località Fondo dei Baroni, a Serra San Bruno. Entrambe sono gestite da Marco Martino, appena eletto sindaco di Capistrano che ha rinunciato all'indennità da primo cittadino e, intanto, si divide tra la politica e l'accoglienza, due settori non proprio in antitesi.
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