I sindacati annunciano una mobilitazione ritenendo la proposta di accordo come parziale e non rispettosa di tutte le figure professionali in attesa di stabilizzazione

di DOMENICO BILOTTA

“Ci proponiamo di passare ad una fase di forte mobilitazione prevista contro questa scellerata e miope, non più tollerabile, gestione della sanità e delle politiche del personale”. Un nuovo colpo di scena si aggiunge alla già lunga serie di capitoli che hanno infarcito in questi giorni la narrazione sulla sanità calabrese. Questa volta a prendere la parola contro il commissario Massimo Scura sono i sindacati confederali, dopo la burrascosa riunione convocata mercoledì scorso per affrontare il nodo delle assunzioni e delle stabilizzazioni sfociato poi in insulti.

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Le presunte assunzioni. Ci tengono i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil a spiegare il perché della mancata sottoscrizione dell’accordo, soprattutto all’indomani delle critiche piovute loro addosso da parte dei lavoratori che hanno fortemente criticato l’operato dei sindacati affermando di non sentirsi rappresentati. “L’accordo sulle “presunte” assunzioni – esordiscono nel comunicato Antonio Bevacqua, Alfredo Iorno e Elio Bartoletti - che il commissario Scura ci ha prospettato, in assenza dei correttivi che avevamo proposto unitariamente, è privo di fondamento giuridico e normativo. Manca di presupposti essenziali come il Piano delle assunzioni e di elementi fondamentali come la copertura finanziaria”.

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Proposta parziale. Si è trattato a giudizio dei rappresentanti sindacali di una proposta parziale e non rispettosa di tutte le figure professionali: “Non si è capito perché la proposta dovesse essere parziale e non rispettosa del Dca 110/2015 che recepiva l’accordo sulle stabilizzazione nelle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere della Regione Calabria, negando il diritto della stabilizzazione  ad altre figure essenziali a garantire i Lea e perché, pure questo in assenza di copertura finanziaria, si intende bandire un concorso con costose procedure di selezione e suscettibile di eventuali ricorsi da parte di chi è presente in graduatorie già esistenti".

Incomprensioni. “Il commissario Scura ha fatto di tutto per non accogliere le concrete proposte fatte con insistenza da Cgil, Cisl e Uil Funzione Pubblica disponibili, a loro volta, a firmare un accordo credibile e di immediata applicazione – attaccano i sindacalisti -. Consapevoli delle carenze di personale nelle Aziende sanitarie della nostra regione abbiamo cercato responsabilmente di far capire ai livelli commissariali che in assenza dei presupposti previsti per legge non si creavano percorsi concreti, credibili e risolutivi delle assunzioni e stabilizzazione”.

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Rapporti tesi. Non sembrano disposti a scendere a compromessi i sindacati confederali, ancora indispettiti a causa della “sconvocazione” dell’incontro richiesto al direttore generale del dipartimento Tutela della Salute, Fatarella, e rimandato dallo stesso commissario Scura. “Si ritiene infine precisare che l’incontro doveva solo stabilire le corrette procedure per l’applicazione dell’accordo sulle stabilizzazioni comprensivo di tutte le figure, già firmato e decretato (dca 110/14) dallo stesso commissario Scura al fine di omologare i procedimenti delle Aziende ospedaliere e provinciali. Era questo il motivo per cui era stato chiesto l’incontro al dipartimento regionale in presenza dei direttori generali e che Scura fece con esplicita richiesta di annullare. Doveva essere trattato in quella sede l’applicazione della direttiva europea che regolamenta l’articolazione dell’orario di lavoro che è fonte di finanziamenti previsti nella legge di stabilità; si rischia in assenza di corretti adempimenti di perdere queste risorse e non certo per responsabilità delle organizzazioni sindacali confederali”.

L’Affondo. “Rispettiamo, inoltre - concludono i sindacati - il lavoro delle forze dell’ordine e riteniamo utile il loro ruolo, ma trattandosi di un semplice incontro sindacale non comprendiamo perché si sia dovuto, e non vi era bisogno di ciò, sin dalle prime ore del mattino di presidiare Palazzo Alemanni.  Uno spreco di risorse pubbliche che si sarebbe potuto evitare. Arrivavano sindacalisti, rispettabili per la loro storia e lavoratori che Scura ha invitato come “Uditori”. Non sono più tollerabili ritardi e fantomatiche proposte che lasciano la situazione caotica, precaria ed irrisolta”.