Una tragica esecuzione ha scosso la zona portuale di Cetraro, culminando nella morte di Alessandro Cataldo, 46 anni, davanti a una pizzeria. Quattro spari a distanza ravvicinata hanno interrotto la serata poco dopo le 21. Due individui, con il volto parzialmente nascosto da cappelli con visiera, hanno agito con precisione, aspettando il momento opportuno nascosti a breve distanza per almeno mezz'ora.

Armati di pistole, hanno atteso l'arrivo della vittima, proprietaria ma non gestore attuale della pizzeria. Senza possibilità di difesa o fuga, Cataldo è stato colpito con precisione da quattro proiettili alla testa e al torace. I sicari, professionisti del crimine, si sono dileguati rapidamente, svanendo nell'oscurità fino a raggiungere velocemente il loro mezzo di fuga.

Il sangue della vittima ha colorato l'asfalto, mentre intorno regnava un silenzio irreale, comune nei momenti successivi a un omicidio. Le grida dei residenti e la chiamata urgente alle forze dell'ordine hanno interrotto quel silenzio. I carabinieri e l'ambulanza del 118 sono intervenuti rapidamente, ma i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso di Cataldo.

Nel corso della notte, gli investigatori hanno raccolto testimonianze e acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza nella zona. Cataldo, coinvolto in passato nell'operazione "Azymuth" contro presunti esponenti del clan Muto di Cetraro, era stato assolto nel 2005 per mancanza di prove.

L'uomo, residente nella zona rurale di Cetraro chiamata "Porcili", lascia due figli. La Procura di Paola ha assunto la direzione delle indagini, mentre la Procura antimafia di Catanzaro, guidata da Vincenzo Capomolla, è stata tempestivamente informata.