Sanità in Calabria, il Pd: «Collasso per incapacità organizzativa, non basta il nuovo personale»
Attacco alla governance di Occhiuto dopo quattro anni di mandato: «Pieni poteri e risorse ingenti non hanno prodotto il cambio di passo promesso»
«Non è solo un problema di medici, ma di una totale incapacità nella gestione della macchina sanitaria». Il grido d'allarme arriva da Ernesto Alecci, Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale, che traccia un bilancio impietoso degli oltre quattro anni di governo Occhiuto e della gestione commissariale.
Secondo Alecci, le recenti manovre per il reclutamento di nuovo personale medico, pur necessarie, rappresenterebbero solo un paravento per nascondere il vero nodo della questione: l'assenza di una visione organizzativa efficiente. Dalle liste d'attesa interminabili alla gestione fallimentare delle emergenze nelle aree interne, il quadro dipinto è quello di una regione in cui il diritto alla salute è ormai un miraggio.
A supporto della denuncia, Alecci cita i numeri della Fondazione Gimbe, che confermano il divario sempre più profondo con le regioni del Nord. «La spesa per la migrazione sanitaria continua a salire – sottolinea il consigliere – e chi non può permettersi la sanità privata finisce per rinunciare a curarsi». Le criticità toccano ogni aspetto del quotidiano: dalla cronica carenza di ambulanze (come nel drammatico caso di Longobucco) alle condizioni precarie degli ospedali, fino al ritardo accumulato sulle Case di Comunità.
«Occhiuto aveva promesso una "nuova musica", chiedendo pieni poteri e strumenti straordinari. Dopo quattro anni, con risorse mai così ingenti a disposizione, gli strumenti ci sono ma la musica non è cambiata», incalza Alecci. La critica punta il dito contro l’inefficienza nell’acquisto di strumentazioni e nella distribuzione di medicinali salvavita, segnali di una gestione che, secondo l'opposizione, non riesce a dare risposte né nelle periferie né nei grandi centri urbani.
