Il decreto approvato dal commissario Scura prevede la riduzione delle centrali operative 118 da 5 a 3. Vibo e Crotone saranno riconvertite in Curap. Ecco cosa significa

Entro fine anno la struttura commissariale si è impegnata a redigere uno studio di fattibilità che indicherà la programmazione degli investimenti per gli adeguamenti strutturali e tecnologici necessari per la riconversione delle centrali operative del 118 di Vibo Valentia e Crotone. A dicembre del 2017 le medesime centrali non esisteranno più sostituite dalle Centrali uniche di riferimento per l’assistenza primaria (Curap). Questo è il disegno tracciato dalla struttura commissariale nella riorganizzazione della rete delle emergenze/urgenze. La logica seguita è quella di implementare la rete territoriale per evitare il ricorso nella maggior parte dei casi improprio dei Pronto soccorso. Si punta così entro maggio del prossimo anno ad una riorganizzazione della Calabria in tre macroaree: l’area nord costituita dal cosentino; l’area centrale che comprenderà Catanzaro, Vibo e Crotone e l’area sud composta dalla zona del reggino. Le centrali operative saranno ridotte da 5 a 3, ognuna attiva per ogni macroarea mentre a Vibo e Crotone si punta alla riconversione.

Filosofia. “E’ importante – viene spiegato nel documento di revisione della rete ospedaliera - che vi sia appropriatezza nell’utilizzo dei servizi evitando il sovraffollamento dell’area emergenza-urgenza ospedaliera per patologie di media-bassa criticità clinica che spesso possono trovare un’adeguata e migliore risposta clinico-assistenziale nell’ambito della rete dei servizi di assistenza primaria, ove adeguatamente strutturata. Tale fenomeno, che spesso si rileva anche per i servizi cui il cittadino accede telefonicamente (numero 118), determina un uso improprio delle strutture e dei servizi che devono essere riservati alle situazioni o condizioni di reale emergenza. E’ noto che il ricorso inappropriato ai servizi di pronto soccorso ha diverse motivazioni, tra le quali la percezione del cittadino di un bisogno immediato in relazione a prestazioni non differibili ma non urgenti. Tale percezione sarà ben minore se il cittadino si sente accolto in una rete di assistenza primaria in grado di anticipare e intercettare il suo bisogno di salute considerato non differibile”.

Curap. In concreto si costituirà una centrale operativa del territorio (rispondente al numero 116117) su base provinciale, accessibile h24/365 gg all’anno, attraverso il quale raggiungere, secondo linee guida da definire a livello regionale: i medici delle cure primarie durante il giorno (i medici di Medicina Generale ed i Pediatri di Libera Scelta aggregati in UCP); i medici di Continuità Assistenziale durante la notte e i festivi; la centrale unica di prenotazione per le prestazioni ambulatoriali (il CUP); il Punto Unico di Accesso alla rete integrata dei servizi (PUA) per i bisogni più complessi. Attraverso la centrale operativa del territorio (CURAP), il cittadino, così come gli operatori socio-sanitari ospedalieri e distrettuali, potranno raggiungere i medici delle cure primarie (i medici di Medicina Generale ed i Pediatri di Libera Scelta aggregati in UCP, prevedendone l’adesione obbligatoria), la centrale unica di prenotazione per le prestazioni ambulatoriali (il CUP) e il Punto Unico di Accesso alla rete integrata dei servizi (PUA) per i bisogni più complessi. Questa interfaccia unica costituirà il riferimento sia per i pazienti e le loro famiglie, sia per gli operatori sanitari e sociali del territorio, che per gli operatori dell’Ospedale. (red5)