'Ndrangheta, la Cassazione respinge il ricorso sulla sorveglianza del presunto boss Nirta
L'avv. Eugenio Minniti difensore di Nirta Giovanni Luca, unitamente all'avv. Giuseppe Milicia, esprime, in una dichiarazione raccolta da Klaus Davi, grande soddisfazione per il pronunciamento della Quinta Sezione Penale della Corte Suprema di Cassazione che ha rigettato il ricorso proposto dalla Procura Generale avverso il decreto di revoca della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per 4 anni emesso dalla Corte di Appello di Reggio Calabria.
"Ritengo - ha affermato l'avv. Minniti - che il Supremo Collegio nel disattendere il ricorso proposto dal Pg abbia pedissequamente applicato il principio della cancellazione delle presunzioni di pericolosità sociale nel campo delle misure di prevenzione, in ossequio a quanto ritenuto dalle Stesse Sezioni Unite con la sentenza 111/18 e dal Legislatore con la novella del 2017, sviluppando ulteriormente i criteri introdotti dalla sentenza 291/13 della Corte Costituzionale, ponendo cosi la necessità dell'accertamento in concreto della pericolosità sociale, anche per gli appartenenti ad associazioni mafiose, peraltro in presenza di elementi di carattere storico (decorso temporale dal decreto impositivo, stato detentivo, operatività della asserita cosca) assolutamente incompatibili e confliggenti con la persistenza della stessa pericolosità sociale dell'interessato al momento della esecuzione della misura ".
