Provincia, il centro accusa: “Voteremo il Bilancio per senso di responsabilità, ma L’Andolina si dimetta”
Per domani è stato convocato il Consiglio provinciale per l’approvazione del bilancio di previsione. Intanto esplode la tensione politica. Il presidente L’Andolina, come ormai prassi, ha già chiesto ai consiglieri di votare positivamente per senso di responsabilità, ma il gruppo di centro – composto dai consiglieri Giampiero Calafati, Alessandro Lacquaniti e Nicola Papa – ha colto l’occasione per tracciare un durissimo bilancio politico dell’amministrazione.
“La guida dell’ente – denunciano i consiglieri – è stata in questi anni solitaria, scollegata dai partiti che inizialmente lo avevano sostenuto e dai gruppi consiliari, che pure hanno agito sempre con grande responsabilità. Ogni tentativo di condivisione programmatica delle politiche territoriali è caduto nel vuoto. Abbiamo assistito a una mortificazione della politica, in favore di un individualismo esasperato e della retorica dell’‘uomo solo al comando”.
Le critiche non risparmiano nessun ambito: strade provinciali in condizioni disastrose, nessun intervento strutturale o infrastrutturale degno di nota, programmazione identica a quella degli anni passati. “Un’amministrazione fatta solo di annunci e rimpianti – aggiungono – mentre il territorio affonda.”
Il gruppo centrista sottolinea anche la confusione politica generata dal presidente L’Andolina: “In due anni ha cambiato pelle, passando da una maggioranza di centrodestra a un’alleanza di fatto col centrosinistra, sconcertando elettori e cittadini”.
Nonostante tutto, Calafati, Lacquaniti e Papa risponderanno positivamente all’appello del presidente, preannunciando un voto favorevole al bilancio “solo per senso di responsabilità verso i dipendenti dell’ente e le amministrazioni locali”. Ma subito dopo arriva la stoccata: “Invitiamo L’Andolina a dimettersi al termine della seduta, restituendo la parola agli elettori”.
La conclusione è un messaggio politico chiaro: “Attendiamo con trepidazione – dichiarano – di conoscere le reali posizioni dei partiti che finora lo hanno sostenuto con convinzione”.
