Condannato all’ergastolo per omicidio: calabrese resta in carcere (NOME)
Per i giudici, gli elementi raccolti continuano a sostenere il quadro accusatorio

A quasi cinquant’anni dal delitto di Cristina Mazzotti, resta chiusa la strada verso la libertà per Giuseppe Calabrò, conosciuto negli ambienti criminali come “’U Dutturicchiu”. Il Tribunale del Riesame di Milano ha respinto la richiesta di annullamento della misura cautelare nei confronti del 76enne originario di San Luca, confermando il provvedimento restrittivo disposto dopo la condanna all’ergastolo pronunciata dalla Corte d’Assise di Como.
Secondo l’accusa, Calabrò sarebbe stato uno degli autori materiali del sequestro della giovane comasca, rapita a Eupilio la sera del 30 giugno 1975 e morta durante la prigionia.
La riapertura delle indagini, avvenuta dopo decenni, aveva portato all’individuazione di nuovi elementi investigativi, tra cui un’impronta rilevata su un’autovettura utilizzata dal commando che bloccò la ragazza. Elementi che hanno consentito di arrivare alla condanna di Calabrò e di Demetrio Latella, anche lui originario della Calabria.
Per i giudici, gli elementi raccolti continuano a sostenere il quadro accusatorio nei confronti del 76enne, per il quale le porte del carcere resteranno chiuse in attesa degli ulteriori sviluppi giudiziari.
