È questa la richiesta presentata dal sostituto procuratore generale, Alberto Cianfarini, nell'ambito del processo d'Appello

Confermare la condanna a sei anni emessa in primo grado. Questa la richiesta formulata dal sostituto procuratore generale Alberto Cianfarini nei confronti dell'ex presidente della Giunta regionale ed ex sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti nell'ambito del processo d'appello noto come "Caso Fallara". In primo grado Scopelliti fu condannato a sei anni di reclusione per falso e abuso d'ufficio, per la gestione delle casse del Comune di Reggio Calabria, messa in atto dalla dirigente del settore finanze Orsola Fallara, morta per ingestione di acido muriatico.

Contestualmente, la Procura generale ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado anche per i tre revisori dei Conti, Carmelo Stracuzzi, Ruggero Ettore De Medici e Domenico D'Amico, per 3 anni e 6 mesi di reclusione ciascuno, perché invece di svolgere il proprio ruolo di "cani da guardia" rispetto alla corretta esecuzione delle procedure economico-finanziarie, sarebbero stati accondiscendenti nel permettere a Scopelliti di compiere il proprio disegno politico-amministrativo.