Inchiesta contro il clan dei Piscopisani, tornano in libertà altri sette indagati
Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha disposto la scarcerazione di una serie di persone coinvolte nell'operazione antimafia denominata "Rimpiazzo" contro il clan dei Piscopisani.
"Sorella omertà". Nelle ultime ore è stata annullata l'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Maria Concetta Fortuna, 61 anni, la mamma di Rosario Fiorillo, alias "Pulcino", ritenuta dagli inquirenti "sorella omertà" ovvero colei che si occupava di assistere i familiari dei detenuti ed i latitanti, offrendo loro supporto in varie forme nei momenti di difficoltà. La donna (difesa dall'avvocato Domenico Anania) torna quindi in libertà senza alcuna misura cautelare e resta indagata a piede libero.
Scarcerato. Nessuna esigenza cautelare è stata ravvisata nei confronti di Benito La Bella, 31 anni, anche lui di Piscopio, titolare di uno dei locali più frequentati della movida vibonese e ritenuto vicino a Rosario Fiorillo. Il Tdl ha accolto l'istanza presentata dai suoi avvocati, Walter Franzè e Sergio Rotundo, disponendo la scarcerazione. Resta indagato a piede libero per una serie di reati tra i quali l'associazione di stampo mafioso dedita al traffico di stupefacenti.
Indagati a piede libero. In libertà tornano anche Nazzareno Pannace, 30 anni, di Vibo ma domiciliato a Bologna, e Francesco Tassone, imprenditore vibonese di 42 anni. Entrambi erano stati arrestati nel blitz condotto dalle Squadra Mobili di Vibo e Catanzaro sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Anche nei loro confronti il Tribunale del Riesame non ha ravvisato le esigenze della custodia cautelare in carcere accogliendo quindi l'istanza presentata dall'avvocato Giuseppe Di Renzo. Nei giorni scorsi erano stati scarcerati anche Pierluigi Sorrentino e Mario Loiacono. Scarcerati anche Sasha Fortuna, Salvatore Vita e Francesco D’Ascoli.
