Peculato al Comune di Joppolo: condannato il tecnico Sabatino Panzitta
Il Tribunale di Vibo condanna a 5 anni il geometra per liquidazioni sostanziose a se stesso contro la legge. Interdetto anche in perpetuo dai pubblici uffici
Cinque anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici. Questa la condanna emessa dal Tribunale collegiale di Vibo Valentia (Lorenzo Barracco presidente, giudici a latere Anna Moricca e Graziamaria Monaco) nei confronti del geometra Sabatino Panzitta, 59 anni, tecnico del Comune di Joppolo. Peculato l'accusa per la quale è stato ritenuto colpevole Panzitta che, quale dirigente dell'Ufficio tecnico comunale di Joppolo, e responsabile di diversi procedimenti - e quindi di pubblico ufficiale - in "violazione del generico dovere di astensione ed imparzialità", trattandosi di provvedimenti emessi in favore di sè medesimo, ed in violazione - secondo l'accusa - anche del regolamento del Comune di Joppolo relativo alla ripartizione del fondo costituito per la redazione di progetti o atti di pianificazione, avendo in ragione del suo ufficio la disponibilità delle relative somme, avrebbe distratto a proprio favore somme per alcune decine di migliaia di euro quali incentivi alla progettazione di diverse opere.

Ingente, quindi, il danno causato alle casse del Comune di Joppolo, costituito parte civile nel processo con l'avvocato Giuseppe Arcuri. Le liquidazioni "contra legem" (anche perchè in alcuni casi senza titolo) sono avvenute fra il 2003 ed il 2005 con 12 delibere con cui Sabatino Panzitta - responsabile dei procedimenti - si sarebbe liquidato percentuali superiori al costo delle opere, in alcuni casi anche del 100% rispetto al costo complessivo. Panzitta si sarebbe procurato, ad avviso del pm, così un ingiusto vantaggio patrimoniale attribuendosi "sine titulo" qualifiche non rivestite, quali la figura di "coordinatore unico", "collaboratore tecnico", "collaboratore amministrativo", "progettista dell'opera" o altri titoli quali "contabilità", in assenza della necessaria - ad avviso della Procura - delibera della giunta comunale.
Anche la pubblica accusa aveva chiesto l'affermazione della penale responsabilità dell'imputato, riconosciuta dal Tribunale con la sentenza di condanna. Per altre 49 delibere contestate, il Tribunale ha dichiarato estinti per intervenuta prescrizione i reati ascritti a Sabatino Panzitta, difeso dagli avvocati Pasquale Patanè e Francesco Restuccia. Panzitta è stato condannato pure al risarcimento del danno alla costituita parte civile - il Comune di Joppolo - da liquidarsi in separata sede.

Risvolti politici. La condanna di Sabatino Panzitta, e soprattutto la sua interdizione perpetua dai pubblici uffici, pone indubbiamente problemi di non poco conto al Comune di Joppolo. Sabatino Panzitta, dopo i guai giudiziari del recente passato, è infatti ritornato in servizio - anche sotto l'amministrazione guidata dal nuovo sindaco Carmelo Mazza, eletto nel giugno scorso - in quello stesso Comune in cui l'ente si è costituito parte civile nel processo che l'ha visto martedì scorso condannato.
Pure in altro procedimento, quello nato dall'operazione "Chopin" relativo alla costruzione delle ville in contrada Judice di Coccorino, non mancano le contraddizioni ed i paradossi. Giovedì si registrerà una nuova udienza dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia per il processo nato da un'operazione che ha registrato anche il coinvolgimento di Panzitta (poi prescritto). Fra gli imputati c'è Giuliano Sterza, tecnico e libero professionista. Anche in tale procedimento il Comune si è costituito parte civile per chiedere l'affermazione della penale responsabilità degli imputati ed il risarcimento dei danni nei confronti pure di uno stretto congiunto di un amministratore. Per molti dei capi di imputazione contestati a Giuliano Sterza, ed a diversi altri imputati, è stato già dichiarato il “non luogo a procedere per intervenuta prescrizione", ma è bene ricordare che la prescrizione non equivale ad un'assoluzione e nessuno degli imputati ha rinunciato alla stessa.
