#FOCUS | La Scuola di Polizia di Vibo “svenduta” alle banche e a rischio chiusura
Lo Stato ha ceduto l'intero immobile per 9 milioni di euro ad un gruppo bancario francese. Ora paga un milione di euro all'anno di affitto ma nel 2023 potrebbe essere sfrattato
di MIMMO FAMULARO
La Scuola di Polizia di Vibo rischia di rimanere senza casa. Un pericolo non immediato, ma comunque all'orizzonte. L'ennesimo allarme è stato lanciato a margine del giuramento solenne del 196esimo corso al quale ha presenziato il capo della Polizia Franco Gabrielli. Le sue parole hanno fatto risuonare il campanello dell'allarme: “Questa scuola è un’eccellenza assoluta, ma purtroppo è cartolarizzata perchè c’è stato un momento in questo paese in cui si è immaginato di fare cassa immediata senza avere visione prospettica”.
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Rischio sfatto. Tutta colpa della finanza creativa che un paio di anni fa indusse il governo e l'ex ministro Giulio Tremonti in preda alla paura che lo Stato potesse fallire a "svendere" l'intera struttura ad un gruppo bancario francese alla cifra di 9 milioni di euro firmando, quindi, un contratto di locazione di un milione di euro all'anno con scadenza fissata per il 2023. “Per il Dipartimento – spiega il direttore Stefano Dodaro – questa struttura è centrale anche se per l’affitto si paga una cifra abbastanza alta. Al termine del contratto la proprietà potrebbe anche cambiare destinazione d’uso senza alcun obbligo. E’ chiaro che nell’immediato non c’è pericolo, ma dopo il 2023 tutto potrà accadere”. La Scuola di polizia rischia quindi di essere sfrattata: “Non si può pensare di chiudere – aggiunge Dodaro - un centro d’eccellenza di questo livello, tra l’altro, unico nel meridione. Sono convinto che una soluzione si troverà perché questa è una struttura di alto livello necessaria soprattutto adesso che il Governo ha sbloccato al 100% il turn-over”.
Costi e soluzioni. Dal punto di vista finanziario un'eventuale chiusura dell'istituto vibonese garantirebbe vantaggi irrisori ai bilanci statali in termini della riduzione della spesa. Sarebbero invece rilevanti gli svantaggi economici ed occupazionali per un territorio già “depresso” e ad “alto densità criminale”. Le soluzioni per far quadrare i conti ed evitare la chiusura della scuola intitolata al giovane poliziotto calabrese Andrea Campagna (assassinato nel 1979 da un commando terroristico) non mancano. Il direttore dell'istituto vibonese Stefano Dodaro ne aveva indicata una al Viminale qualche mese fa: trasferire all'interno della struttura la Polizia stradale. All'interno della caserma sono già ospitati il Reparto prevenzione crimine, le Unità cinofile e gli Artificieri. Impossibile invece trasferire gli uffici della Prefettura o della Questura i cui canoni di locazione dei rispettivi immobili sfiorano il milione di euro. Ma questa è un'altra storia.
