"Consiglierei la lettura de 'Il bene comune', libro del famoso sociologo statunitense Noam Chomsky, al segretario regionale della Fimmg. I sindacati sono portatori d’interessi collettivi a cui la Costituzione affida il compito di difendere e tutelare i lavoratori, concetto da cui l’azione sindacale deve partire". Così il segreterario regionale del Sindacato medici italiani, Francesco Esposito, commenta la notizia secondo cui la Federerazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) avrebbe chiesto tavoli separati nella trattativa per il rinnovo dell’accordo regionale dei medici convenzionati.

"A mio parere - afferma Esposito -, questo risulta essere l’atteggiamento di chi, non avendo argomenti da frapporre sul tavolo delle trattative, vuole eliminare chi le idee le ha e le propone. Avevo puntualmente informato le altre sigle sindacali, via email, delle proposte che sarebbero state portate sul tavolo delle trattative; mi sarei aspettato dei contraddittori, se ritenute non valide, o anche una bocciatura totale con argomentazioni opportune. Nulla di tutto ciò - sostiene -; la mancata presentazione sui tavoli delle trattative è forse da ricercare altrove. Spero che l’atteggiamento della Fimmg non sia dovuto alle tensioni interne che, soprattutto in provincia di Cosenza - continua -, attraversano il sindacato. Sarebbe grave se si scaricassero sull’intera categoria i problemi interni di un sindacato. C’era l’occasione di riformare la medicina territoriale, attraverso le nuove forme d’aggregazione medica previste dalla Balduzzi, e contrariamente a quanto affermato, conti alla mano, lo Smi aveva dimostrato che si sarebbero salvaguardate le indennità finora percepite. Si sarebbero anche incentivati oltre 500-600 medici finora esclusi da tale indennità e si sarebbe inclusa nelle nuove forme di aggregazione AFT ed UCCP tutta la popolazione assistibile della regione Calabria".

"Mi chiedo - continua - se tutti quei medici che da anni aspettano di essere inseriti in queste nuove forme associative nelle quali hanno anche investito economicamente, si sentono ancora rappresentati sindacalmente, se i circa trecento medici di continuità assistenziale che potrebbero essere stabilizzati, senza costi aggiuntivi, si sentono rappresentati, se i tanti colleghi, che attualmente prestano servizio in regime convenzionali nel 118 con uguali doveri, rispetto ai colleghi dipendenti, ma senza tutele e diritti, si sentono rappresentati, se le centinaia di medici precari che con la riorganizzazione H16 della continuità assistenziale perderanno il posto, pur precario, si sentono rappresentati. Con la firma del contratto - sostiene - si sarebbe reso un servizio alla regione per velocizzare l’uscita dal piano di rientro. Per uscire dal piano di rientro, infatti, dobbiamo velocemente dimostrare di rispettare due parametri: la tenuta economica e il rispetto dei LEA. La riorganizzazione della medicina territoriale è uno dei due pilastri, insieme a quella ospedaliera, su cui costruire l’erogazione omogenea dei LEA su tutto il territorio calabrese. Ai colleghi voglio ricordare come da un punto amministrativo i tavoli separati non esistono più (concetto ribadito anche in SISAC). I tavoli per legge - afferma ancora - sono unitari in rappresentanza di tutte le organizzazioni rappresentative, sui tavoli si portano le idee e le proposte; chi non possiede né le une né le altre ascolta. Lo SMI, per sua formazione culturale, non si è mai tirato indietro, poiché crede nel valore assoluto del confronto democratico. Mi permetto di ricordare - conclude Espostio - al segretario regionale della Fimmg che lo SMI, con circa 600 iscritti, in Calabria rappresenta una fetta consistente del mondo medico".