Coronavirus, il Governo proroga lo stato di emergenza al 15 ottobre
Sono in corso al Senato le dichiarazioni di voto a seguito delle comunicazioni del presidente del consiglio Conte in merito alla proroga dello stato di emergenza, scaturito dall'epidemia di Coronavirus, fino al 15 ottobre. Ecco le principali novità sulla proroga, sull'inizio dell'anno scolastico e sulle elezioni a settembre.
La proroga dello stato di emergenza. Conte ha spiegato che la risoluzione impegna il Governo "a definire come termine ultimo per lo stato di emergenza nazionale il 15 ottobre 2020". Inoltre, si definiscono "con norma primaria le eventuali misure di limitazione di libertà fondamentali; ad assicurare il pieno coinvolgimento del Parlamento nelle fasi attuative dello stato di emergenza; a promuovere un preciso piano con tute le azioni necessarie al fine di favorire la sempre più ordinata ripresa delle attività economiche e sociali, e di assicurare il più tempestivo ritorno alla normalità, nel pieno rispetto delle condizioni sanitarie di sicurezza".
Inizio dell'anno scolastico. Il testo della risoluzione impegna il governo "ad assicurare a settembre l’ordinario avvio dell’anno scolastico 2020/2021, con la ripresa in presenza delle attività didattiche nelle istituzioni scolastiche nel rispetto delle necessarie misure sanitarie dovute all’emergenza epidemiologica, nonché la ripresa, nel più breve tempo possibile, delle attività universitarie in presenza".
Elezioni amministrative e referendum. Il governo dovrà inoltre "garantire il regolare svolgimento della campagna elettorale per le elezioni amministrative, regionali e per il referendum costituzionale dei prossimi 20-21 settembre, ferma restando la possibilità di adottare specifiche prescrizioni sugli accorgimenti di tipo sanitario", e inoltre "individuare gli spazi più adatti ad accogliere le operazioni di celebrazione della tornata elettorale e referendaria dei prossimi 20-21 settembre, preferendo la scelta di non svolgere dette procedure all’interno degli edifici scolastici".
In conclusione il Governo dovrà "mettere in atto tutti gli interventi più adeguati volti a superare le attuali decisioni in materia di chiusura delle strutture residenziali psichiatriche sull’intero territorio nazionale, anche al fine di ridurre la disomogeneità organizzativa che ha investito la gestione di dette strutture durante l’epidemia a causa delle differenti collocazioni regionali, nonché di consentire ai pazienti delle medesime di usufruire delle cure e dei servizi offerti nella maniera più consona possibile, nel rispetto delle imprescindibili norme igienico-sanitarie finalizzate a contrastare e a prevenire la diffusione dei contagi da Covid-19, salvaguardando altresì la salute di utenti e lavoratori attraverso forme di sostegno e agevolazione nell’approvvigionamento di dispositivi di protezione individuali e nella predisposizione di tamponi e test sierologici".
