Narcotraffico, lascia il carcere broker vibonese (NOME)
E' stato scarcerato dal tribunale della sorveglianza di Reggio Calabria, Ciro Davolo, il 72enne di Vibo Valentia, difeso dagli avvocati Diego Brancia e Santo Cortese, detenuto presso il penitenziario di Arghilla in espiazione di pena in quanto condannato in via definitiva a 13 anni e mesi sei di reclusione per narcotraffico internazionale di cocaina al termine dell'operazione denominata "Overing"
Associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico internazionale, l'accusa contestata dalla Ddda di Catanzaro; dove tutti gli imputati coinvolti erano accusati a vario titolo e con ruoli diversi , di aver importato diversi chili di cocaina nel territorio italiano dal Sud America con accordo fra vibonesi e reggini. La raffineria per la cocaina era stata scoperta in un casolare di campagna a Panaia di Spilinga.
Il Tribunale della sorveglianza di Reggio Calabria in precedenza aveva rigettato più volte l'istanza di espiazione di pena in regime di detenzione domiciliare per motivi di salute avanzata dalla difesa del Davolo: il tribunale nell'ordinanza di rigetto, riteneva il 72enne, sia pur malato grave, oltre che non totalmente incompatibile con il sistema carcerario, anche socialmente pericoloso e con ancora possibili legami con la criminalità organizzata.
Avverso tale ordinanza, la difesa del Davolo proponeva ricorso in Cassazione, ritenendo il provvedimento del Tribunale di Reggio Calabria "contraddittorio e con carenti argomentazioni, nella parte in cui aveva ritenuto di superare tutte le osservazioni peritali comprovanti le gravissime condizioni di salute del ricorrente".
La Cassazione, pertanto, su ricorso della difesa, ha annullato con rinvio la decisone presa dalla Sorveglianza di Reggio Calabria, chiedendo un nuovo giudizio. Da qui la scarcerazione del Davolo per motivi di salute e la sostituzione della misura detentiva del carcere con quella della detenzione domiciliare.
