L’Istituto comprensivo “Murmura” di Vibo Valentia ha concluso la "Settimana della pace": giorni pieni di attività in cui i ragazzi con i docenti hanno cercato di capire le origini, i motivi sociali, politici, economici del terribile conflitto in Ucraina. É stato fondamentale che le domande degli alunni trovassero nei docenti ascolto, comprensione e una possibile risposta. Cartelloni e poesie, che hanno testimoniato il grande impegno di tutti, sono stati appesi sulle pareti del campetto della scuola, dove è avvenuta la cerimonia di chiusura alla quale sono intervenuti, per un momento di dialogo intenso con gli alunni, don Fiorillo e il referente provinciale di Libera Giuseppe Borrello. i


A fare gli onori di casa è stato il dirigente scolastico, Tiziana Furlano, che ha rivolto un ringraziamento ai docenti che ogni giorno accompagnano gli alunni con cura e professionalità: “Le attività che svolgono in classe - ha dichiarato - sono la pace di quello che diventa il nostro agire quotidiano appena usciamo da scuola”. Lasciando poi spazio alla voce dei veri protagonisti, “con l’augurio di poter sentire al più presto la notizia che questa guerra sia conclusa, portando, però nel cuore la distruzione che questa guerra ha portato per non dimenticare mai”.


Una manifestazione pregna di commozione dal momento dell’apertura con il brano dell’Hallelujah cantato dall’alunna Teresa Albano, della classe IIB, accompagnata dall’orchestra dei ragazzi dell’Istituto, al momento in cui l’alunno Andrea Puteri, della classe III E, scuola secondaria di primo grado, si è fatto portavoce dei sentimenti dei suoi coetanei e sottolinea che “segnali di pace e di giustizia nascono tutti i giorni nelle nostre relazioni quotidiane, si manifestano attraverso le nostre azioni e si concretizzano con i nostri gesti, con ciò che diciamo e che facciamo. Noi che saremo gli uomini e le donne del domani dovremo impegnarci al massimo e lottare affinché trionfi sempre la giustizia e la pace, l’amicizia e la solidarietà, l’amore per il prossimo e la fratellanza”.


Si è arrivati così alla voce rotta dall’emozione di Valentina Huzyuk, durante la recitazione di una poesia in ucraino, che ha fatto toccare con mano la cruda realtà e le sofferenze del popolo ucraino. Declamazioni di poesie di Ungaretti, di poesie sulla pace accompagnate da rappresentazione degli alunni e, a concludere la manifestazione, le innocenti voci dei bimbi della scuola primaria per trasmettere con la musica un messaggio universale: quello della speranza di pace, parola che è stata fatta urlare a squarciagola. Don Fiorillo, raccontando ai presenti l’episodio dell’arca di Noè, ha augurato che possa vedere ancora la colomba bianca con un ramoscello d’ulivo nel becco volare sui cieli d’Europa.