"Non ci bastano le dimissioni di Pallaria, vogliamo le dimissioni dei responsabili: Belcastro e Zuccatelli. Non potete giocare con la salute della gente". È questa una parte del testo che accompagna la petizione online - che ha già raggiunto quasi mille sottoscrizioni - che chiede la rimozione degli attuali responsabili della gestione Coronavirus in Calabria, in quanto "questa superficialità non può essere supportata". Ad essere presi di mira, per una gestione "allegra e irresponsabile" dell'emergenza, sono stati Antonio Belcastro, dirigente del Dipartimento Tutela della salute e Politiche sanitarie della Regione Calabria, e Giuseppe Zuccatelli, commissario dell’azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio"di Catanzaro, del Policlinico universitario Mater Domini del capoluogo e anche dell’Asp di Cosenza. "Le vostre dimissioni sono un atto dovuto - si legge nel testo della petizione - non ringraziateci se vi offriamo la via di fuga, ci basta salvare anche una sola vita e non dover rimpiangere e sentirci colpevoli di avervi permesso passivamente di godere della vostra indegna nomina!".

"Manifesta incapacità di gestire l'emergenza". Alla petizione fanno eco le dichiarazioni del Codacons. "Dottor Belcastro, non si gioca con la vita delle persone. In questi anni - sostiene Francesco Di Lieto dell'associazione di tutela dei consumatori - abbiamo chiesto conto al potente direttore generale di nomine ed incarichi francamente imbarazzanti, ma il silenzio è stato assordante. Tra la tutela dei cittadini e quella dei manager con la passione per la politica, il nostro direttore generale, novello don Abbondio, ha sempre scelto questi ultimi. Oggi, dinnanzi una manifesta incapacità di gestire l’emergenza che ci porta a subire passivamente gli eventi, appare folle continuare a balbettare decisioni per poi autosmentirle nel breve volgere di qualche ora. La situazione è grave e non è serio lasciarla gestire in questa maniera". "Auspichiamo che, almeno di fronte al disastro - conclude Di Lieto - il dottor Belcastro abbia uno scatto di dignità, e si dimetta immediatamente".