Il Tar ha contestualmente disposto l'annullamento dei provvedimenti impugnati da Giuseppe Mangialavori e Giuseppe Morrone poiché ritenuti illegittimi

di LUANA COSTA

La prima sezione del Tar Calabria presieduta da Vincenzo Salamone (estensore Francesco Tallaro) si è pronunciata questa mattina sul ricorso proposto da Wanda Ferro, candidata alle elezioni del 2014 alla carica di presidente della giunta, ma rimasta esclusa per via di una modifica intervenuta sulla legge elettorale calabrese, accogliendolo e annullando i provvedimenti impugnati nella parte in cui essi hanno proclamato eletto alla carica di consigliere regionale, Giuseppe Mangialavori.

Wanda Ferro a Palazzo Campanella. I giudici amministrativi hanno, infatti, ritenuto fondate le argomentazioni proposte dai legali di fiducia di Wanda Ferro, Angelo Clarizia e Francesco Pullano, stabilendo che "deve essere proclamato eletto alla carica di consigliere il candidato alla carica di presidente della giunta regionale che ha conseguito un numero di voti validi immediatamente inferiore a quello del candidato proclamato eletto presidente". Il Tar ha contestualmente disposto l'annullamento dei provvedimenti impugnati rispettivamente dai consiglieri regionali Giuseppe Mangialavori e Giuseppe Morrone poiché dichiarati illegittimi.

Consiglio regionale, Mangialavori è fuori: lascerà il posto a Wanda Ferro

L'individuazione del consigliere escluso. Secondo quanto stabilito dai giudici amministrativi, l'ufficio centrale regionale avrebbe dovuto riservare a Wanda Ferro l'ultimo dei seggi spettanti alle liste circoscrizionali a lei collegate in applicazione del 13° comma dell'articolo 15 della legge del 17 febbraio 1968, n. 108 che stabilisce che “l'ufficio centrale regionale riserva, a tal fine, l'ultimo dei seggi eventualmente spettanti alle liste circoscrizionali collegate con il capolista della lista regionale proclamato alla carica di consigliere".  Alla luce dei dati contenuti nel verbale dell’ufficio centrale circoscrizionale, si tratta del seggio attribuito alla lista "Casa delle libertà" presentata nella circoscrizione centro, seggio assegnato poi a Giuseppe Mangialavori.

Assegnazione seggio Consiglio regionale, la sentenza attesa nelle prossime ore

La tesi di Mangialavori non convince. I legali di fiducia di Giuseppe Mangialavori, Giuseppe Morbidelli e Stefano Luciano, hanno sostenuto, al contrario, la necessità di operare una distinzione tra i 24 seggi ripartiti proporzionalmente e gli ulteriori 6 seggi attribuiti dall’ufficio centrale regionale. Il seggio da attribuire al candidato alla carica di presidente della giunta regionale sarebbe dovuto essere stato individuato così nel primo gruppo di seggi e non nel secondo. Ma i giudici hanno considerato la tesi poco convincente poiché oltre al seggio occupato di diritto dal presidente della giunta e quello attribuito al candidato alla carica di presidente della giunta che ha conseguito un numero di voti validi immediatamente inferiore a quello del candidato proclamato eletto presidente, tutti i seggi vengono attribuiti alle liste circoscrizionali. Per questa ragione non è possibile  operare alcuna distinzione tra i 24 seggi attribuiti proporzionalmente e gli ulteriori 6 seggi attribuiti dall’ufficio centrale circoscrizionale, ma l'operazione di attribuzione deve riguardare solo l’ultimo dei seggi attribuito “alle liste circoscrizionali collegate con il capolista della lista regionale proclamato alla carica di consigliere”.