La capogruppo di Mdp ottiene la guida della IV commissione con i voti del Pd e dei tre dissidenti. Rinviata invece l'elezione del presidente della commissione urbanistica per mancanza del numero legale

Corto circuito nella maggioranza che perde la presidenza della quarta commissione consiliare al mattino e rischia di subire la stessa sorte nel pomeriggio quando viene salvata da un intervento in extremis che fa saltare i piani delle minoranze. Potrebbe essere sintetizzata così una giornata densa di colpi di scena nell’aula di palazzo Luigi Razza. Il primo scossone in mattinata quando la candidatura di Elisa Fatelli alla presidenza della IV commissione viene “stoppata” dal voto contrario di tutta l’opposizione di sinistra, Pd e Progressisti per Vibo ed anche da quello di Antonio Schiavello, Maria Rosaria La Grotta e Francescantonio Tedesco che optano per Loredana Pilegi, compagna di viaggio di Antonio Lo Schiavo, prendendo forse definitivamente le distanze dalla coalizione che amministra la città. La capogruppo dei Progressisti per Vibo, individuata dal portabandiera dem Giovanni Russo, riesce ad avere la meglio anche perché, mancando i numeri, gli eletti della maggioranza si allontanano quasi tutti dall’Aula dopo aver proposto la candidatura di Elisa Fatelli, agnello sacrificale della giornata!

Nel pomeriggio si rischia di assistere al replay dell’operazione, con le medesime modalità, al momento di eleggere il presidente della Commissione urbanistica. Ma manca il numero legale. L’asse mattutino ha perso per strada infatti Antonio Schiavello, fuori dall’Aula al momento del voto. Una scelta che avrebbe creato non poche tensioni tra i dissidenti pronti ad infliggere il secondo duro colpo alla maggioranza, eleggendo Giovanni Russo.

Ad ogni modo, della turbolenta giornata di ieri, è rimasta indubbiamente la convergenza tra Pd e Mdp lungo la direttrice Loschiavo-Russo. Primi ammiccamenti verso la costruzione di un nuovo centrosinistra? Il tempo darà le risposte che molti attendono.

Giovanni Russo

Di sicuro la coalizione di governo “ha rimediato una figuraccia”. Almeno a giudizio del Pd. “Non può definirsi diversamente - ha rimarcato il gruppo dem – l’epilogo di quanto accaduto in seconda commissione. La maggioranza resasi conto di non avere i numeri per potere eleggere un suo presidente ha deciso di far cadere il numero legale impedendo ai consiglieri presenti rimasti in aula, di poter esprimere il loro voto, che li avrebbe visti nuovamente soccombere dopo la debacle in quarta commissione”.

“Questo atteggiamento – ha concluso il Pd – denota che non vi è più in consiglio comunale una maggioranza capace di sostenere l'azione amministrativa dell'esecutivo Mangialavori-Luciano, guidato da Costa. La città ne ha preso atto. Abbiano la compiacenza di farlo anche loro. D’altronde, la sconfitta odierna non potrà esser cancellata –è stato concluso - da qualche strana interpretazione al regolamento comunale. Certo dentro al palazzo non sono nuovi a singolari interpretazioni e quindi restiamo in attesa vedere quale nuovo coniglio estrarranno dal cilindro. Anziché perdere tempo in singolari interpretazioni, sarebbe meglio dedicarsi al governo della città che avrebbe bisogno di un'amministrazione capace di aggredire e risolvere i problemi invece di vivacchiare senza riuscire ad incidere per il bene della comunità”.