Il dramma di due coniugi: "Abbiamo perso il lavoro, adesso ci prendono anche la casa"
I coniugi Curcio con quattro figli a carico che abitano nel quartiere Santa Maria di Catanzaro non vedono altra via di uscita se non quella di chiedere aiuto all'intera collettività
“A causa di un pignoramento immobiliare, rischiamo di perdere l’abitazione oramai andata all’asta. La grave esposizione debitoria che ha determinato l’avvio della procedura esecutiva è stata provocata dalle precarie condizioni di salute nelle quali versiamo io e mio marito e a causa delle quali abbiamo entrambi perso il lavoro”. A parlare sono Caterina Bartolotta e il marito Claudio Curcio, che insieme ai loro quattro figli abitano in un appartamento nel quartiere Santa Maria di Catanzaro.
Le gravi condizioni di salute. Lui è affetto da una grave neuropatia diabetica, da una cronica insufficienza renale, oltre che da psoriasi e diabete. Patologie che gli hanno fatto perdere il lavoro dal quale è stato dichiarato inabile, escluso da qualsiasi possibilità di reinserimento nel mondo del lavoro. Troppo giovane per andare in pensione, è stato collocato a riposo con un trattamento economico mensile inferiore a 300 €, insufficienti anche solo per acquistare i farmaci di cui ha bisogno. Lei, Caterina è affetta da una serie di malattie, alcune delle quali gravi. “Sono allergica anche ai farmaci e all’anestesia. Questa allergia mi impedisce di ricevere tutte le cure adeguate nelle strutture mediche regionali, costringendomi a recarmi spesso a Firenze all’Ospedale “Careggi” e a Pisa al “Santa Chiara” fino a qualche tempo fa ed ora al “Cisanello” , con inevitabile dispendio economico. Anch’io avevo un lavoro e, come mio marito, l’ho perso per la salute”. Una situazione ancora più drammatica che se si pensa che i coniugi Curcio hanno quattro figli sulle spalle. “Quando leggo negli occhi dei miei figli tristezza e preoccupazione di fronte all’ennesimo mio svenimento, capisco- afferma Caterina- che non posso cedere allo sconforto e alla resa e, grazie a loro, ritrovo in me la forza per comportarmi come una mamma normale, che cucina per loro e che bada alla casa. Ma la fatica, anche se lo spirito cerca di reagire, è tanta. La maggior parte della giornata devo restare attaccata alla bombola dell’ossigeno per evitare di morire soffocata a causa di una cronica insufficienza respiratoria”. Caterina ha vissuto per ben due volte il calvario del tumore, con relativi interventi chirurgici . “Attualmente dovrei sottopormi ad un’altra operazione, ma non ho soldi a sufficienza, visto che dovrei andare in un centro specializzato a causa delle mie allergie. Anche durante l’ultimo controllo, il professore che mi segue mi ha chiaramente detto che l’intervento è inevitabile e che rinviarlo significa morire. So perfettamente i rischi che corro perché ogni volta che il mio cuore impazzisce a causa della fibrillazione la paura è tanta.
Il rischio di perdere la casa dei ricordi. Ultimamente le crisi sono sempre più frequenti e, quando riprendo conoscenza dopo lo svenimento, ringrazio Dio di essere ancora viva”. E adesso rischia di perdere anche la casa, peraltro modesta e priva di impianto di riscaldamento. “Non nego di sentirmi spesso in colpa per questa situazione: mi sento responsabile per i soldi spesi nel tentativo di stare meglio, pur sapendo che i medicinali che assumo e gli accertamenti a cui mi sottopongo sono indispensabili. In questo momento non mi rattrista tanto la mia condizione di salute quanto l’abbattimento che percepisco nella nostra famiglia al pensiero di ritrovarci in mezzo alla strada”.
L'appello. Non esistono più alternative, l’unico modo per salvare la casa sarebbe disporre di una cifra sufficiente per avanzare una proposta transattiva all’Istituto bancario che ha pignorato loro l’immobile. O meglio per Claudio e Caterina esiste solo una strada da percorrere adesso: chiedere aiuto alla cittadinanza. “So che ogni giorno ogni famiglia si scontra con la crisi e che non è facile aiutare sempre il prossimo, ma lo stesso chiedo aiuto a voi tutti che leggerete le mie parole e fin da ora vi ringrazio per l’attenzione che ad esse riserverete, confidando nella vostra generosità”. Per donazioni: Postepay evolution, IBAN IT 59P0760105138220785720788. Il numero di telefono di Caterina Bartolotta è 338. 3140055
